Bad Pritt

Ep 1

2021 (Shyrec/Ricco) | neoclassical

Giunge sul finir dell’anno, senza far rumore, senza ambire alle playlist e ai consuntivi di fine anno, “Ep 1 “è il secondo progetto discografico di Luca Marchetto, in arte Bad Pritt. Unico fine, riconciliarci con la bellezza della musica e della capacità della stessa d’interagire con immagini, ricordi, sogni.

La nuova proposta dell’artista italiano è un alito di vento che accarezza l’anima e scompiglia i pensieri, un’ulteriore sfida e un ulteriore traguardo per un musicista che ha già dimostrato di saper dialogare elegantemente con l’elettronica, nel primo album del 2018, e che ora affida queste sette composizioni a sonorità minimal-neoclassical essenziali, quasi prosciugate.

Pubblicato dalla Ricco Label e l’italiana Shyrec, “Ep 1” è un disco prezioso, a partire dall’elegante artwork con le poesie e il packaging di Marco Pandin e le fotografie di Antonio Rasi Caldogno. Poco più di venti minuti di partiture musicali dal tono compiuto, tecnicamente perfetto, eppure ricche di cristallini riverberi emotivi, che hanno la tenacia lirica di Nils Frahm e una serie di percettibili sfumature cromatiche e strumentali che rendono unica l’opera del musicista.
Sette tracce affidate prevalentemente a un pianoforte verticale e a sapienti incursioni di violino e sintetizzatori. Sette tratteggi sonori che si inebriano del dialogo tra passato e presente, brani strumentali da ascoltare a pieno regime sonoro.

Bad Pritt cadenza le note con una ritualità che è affine al ritmo della natura, sette brani e dunque sette giorni. Al piano si annette spesso un fruscio di fondo, un voluto elemento d’imperfezione che funge da elemento vitale, autentico. Un ulteriore ostacolo a quella serenità che “Ep 1” rincorre, partendo da un ciclico susseguirsi di note, ora più romantiche (Day 1”) e fiduciose (“Day 2”), ora lievemente più mosse e ricche di scenografie strumentali cadenzate dal violino (“Day 3”), che intercettano note sospese (“Day 4“), trovando infine una perfetta sinergia tra lo spazio reale della quotidianità e quello virtuale del suono con l’ausilio dei synth (“Day 5”), recuperando pian piano quel tono mesto e descrittivo che è alla base di uno stile sempre più personale e incisivo (“Day 6”, “Day 7”).

Non stupisce che Luca Marchetto sia da tempo una presenza costante nei concerti di Jerusalem In My Heart: l’affinità elettiva che vede i due musicisti integrare immagini e musica durante le loro esibizioni live è solo un primo tassello di una sinergia d’intenti che “Ep 1” consolida con una musicalità potente e intensa, regalandoci una delle sorprese più belle degli ultimi giorni del 2021.

(15/01/2022)

  • Tracklist
  1. Day 1 
  2. Day 2 
  3. Day 3 
  4. Day 4 
  5. Day 5 
  6. Day 6 
  7. Day 7 


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