Bobby Lee

Origin Myths

2021 (Tompkins Square) | country-landscape, alt-folk

Definire in sintesi un album come “Origin Myths” può essere fuorviante, anche se il termine ambient-country elaborato sulla pagina di Rym non è del tutto pedestre, un appellativo apparentemente spiccio che non tiene conto delle radici culturali del musicista inglese.
C’è un’etica formativa, nella musica di Bobby Lee, frutto di studi e connessioni non semplici. L’abile polistrumentista si muove all’interno della tradizione folk con un onnisciente piglio antropologico e archeologico; nello stesso tempo rifugge dalla tradizione, per una fosca e caliginosa visione ancestrale che dialoga con l’ambient, il noise, l’avanguardia e il misticismo della cosmic-music tedesca.

Seguito di un altrettanto stimolante esordio, “Shakedown In Slabtown”, il nuovo disco del musicista di Sheffield pesca nell’immaginario di J.J. Cale (“Four Skies Above”), nelle estatiche sonorità di steel guitar di B.J. Cole (“Fire Medicine Man”) e addirittura nelle più energiche sonorità di Richard Thompson (“Rule The Summer Clouds”), esaltandone l’intima natura psichedelica.
A questi desertici e spaziosi ambienti sonori, “Origin Myths” affilia le vibrazioni cosmiche di Manuel Göttsching (“Looking For Pine And Obsidian”) e il minimalismo di Terry Riley (“Enchanted Mesa”), per una musica che ha il fascino rurale di “Paris Texas” di Ry Cooder (“The Badger And The Locust”) ma anche il desolante grigiore metropolitano delle pagine più notturne dei Suicide (“Impregnated By Drops Of Rainbow”).

L’album di Bobby Lee è una sapiente raccolta di moderni mantra per le future generazioni (“Broken Prayer Stick”), un ascetico diario esplorativo di nuovi mondi antropologicamente connessi con il passato (“Dear Corn Mother”), un viaggio sonoro che è come una fuga da luoghi ormai sbiaditi (“The Dear's Earrings”), una potenziale rilettura in chiave filosofica dei Frippertronics (“A Clot Of Blood In Space”), un acid-western-folk ideale per momenti di assoluta ascesi spirituale.
Straniante e affascinante “Origin Myths” è un disco che non ha molti eguali nel panorama contemporaneo.

(29/05/2021)

  • Tracklist
  1. Four Skies Above
  2. Broken Prayer Stick
  3. Looking For Pine and Obsidian
  4. Fire Medicine Man
  5. Rule The Summer Clouds
  6. Impregnated By Drops Of Rainbow
  7. The Badger And The Locust
  8. Enchanted Mesa
  9. Dear Corn Mother
  10. A Clot Of Blood In Space
  11. The Dear's Earrings
  12. Looking For Obsidian And Pine






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