Bruit ≤

The Machine Is Burning And Now Everyone Knows It Could Happen Again

2021 (Elusive Sound) | post-rock, ambient, experimental

Un pianeta in continuo declino, dove sono messi in gioco i modelli di produzione e consumo. La persistente erosione delle fondamenta economiche, dei mezzi di sussistenza, della salute e della qualità della vita: il tutto compiuto in nome di sistemi che trascurano l’importanza dei rapporti umani e non tentano di livellare le differenze.
Con questa pessimistica quanto verosimile premessa i Bruit ≤, quartetto proveniente da Tolosa, suggerisce la personale decodifica di tali concetti nell’esordio discografico "The Machine Is Burning And Now Everyone Knows It Could Happen Again", lavoro che amplia le buone potenzialità già espresse nell’Ep “Monolith” del 2018.

L’album, nella sua totalità, appare come un film senza immagini suddiviso in quattro capitoli essenzialmente strumentali, predisposti a illustrare la viziosa ciclicità nella quale si è isolata la civiltà umana.
La musica dei Bruit ≤ si struttura su un sound sofisticato, nel quale il post-rock incontra l'elettronica ambient e la composizione classica; un coraggioso incrocio tra sonorità antinomiche che passano dai Mogwai ai This Will Destroy You, dai God Is An Astronaut al compianto Jóhann Jóhannsson, per giungere alle atmosfere cinematografiche del compositore britannico Clint Mansell, e che possiedono il pregio di accumulare progressivamente emozioni con somma naturalezza, spaziando tra effetti sonori minimalisti e superbi arrangiamenti sinfonici.

L’opener “Industry”, elaborata su pulsante elettronica, patine di noise e archi sontuosi, si combina alla perfezione con il pacifico scenario riprodotto in “Renaissance”, brano che attraverso le note di chitarra acustica e l’intermezzo del clarinetto modella un rapporto simbiotico con la pungente meccanicità della traccia che l’anticipa, costruendo, nell’insieme, una vivida storia di decadenza e rinascita. 
“Amazing Old Tree” affronta in spoken word il problema globale del disboscamento causato dall’industrializzazione, ben trasferendo il forte clima di disagio grazie alla perfetta tessitura delineata dalle linee di basso e dai sintetizzatori.
“The Machine Is Burning” - l’apice dell’opera – raccoglie nei dodici minuti finali tutti gli elementi del tipico marchio di fabbrica Bruit ≤; ogni strumento ha un ruolo definito, in un crescendo che lascia senza fiato e oltrepassa radicalmente il mero concetto di post-rock.

Questi architetti del disordine, contemplatori di rovine e costruttori di prospettive impossibili - quasi come se fossero alle prese con il triangolo di Penrose - hanno elaborato un’apocalittica visione del presente. Le combinazioni di pattern multidimensionali, gradualmente spinte verso forme eterogenee, materializzano abilmente - tra luci e ombre - la realtà del mondo in cui viviamo.
L’oblio non deve arrivare a soffocare la speranza, ed è proprio all’interno di questo limbo d’esperienza musicale che i Bruit ≤ emergono con sorprendente maestria.

(20/05/2021)

  • Tracklist
  1. Industry
  2. Renaissance
  3. Amazing Old Tree
  4. The Machine Is Burning


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