Bunny And The Invalid Singers

Flight Of The Certainty Kids

2021 (Bearsuit) | psych-pop, art-pop

Nell’oceano di suoni del nuovo millennio è sempre più facile perdersi. Maree e ondate di materia musicale, ricche di deja-vu, trastullano e infettano i sensi, cullando suggestioni incapsulate in generi mutaforma ma sempre ben definite e circoscritte.
A volte è facile individuare quelle piccole schegge impazzite che ancora danno un senso alla musica rock, avventurose e imprevedibili creature che non temono le incongruenze estetiche, ormai triste retaggio di un ascolto hi-end fuori dall’ordinaria prassi critica.
E’ agevole scoprire dietro sonorità graffianti e rudi (Black Midi?) o nelle grevi e minimali sonorità avantgarde (Iosonouncane?, Floating Points?) l’ardore della creatività e dell’originalità. Più arduo scorgerla tra raffinate o poco fragorose sonorità, in particolar modo quando i musicisti sembrano essere essi stessi preda dell’incoerenza come arma di seduzione.

La band di Edimburgo ha da sempre eretto la stranezza a elemento caratterizzante del proprio sound, i Bunny & The Invalid Singers, però, di tal arte non ne fanno vezzo o elemento di destrezza: ancora una volta l’imprevedibile mix di lounge-exotica, rock, elettronica, psichedelia, minimalismo e suoni microtonali è gestito con disinvoltura e padronanza.
“Flight Of The Certainty Kids” è un disco poco ordinario, un album musicalmente esplorativo, un progetto che ti aspetti da una band come i Broadcast o gli Stereolab, ma che consapevolmente non potrebbe mai uscire dalle loro mani, perché la musica dei ragazzi scozzesi è subdola, ammaliante, ricca di sotterfugi e depistaggi che lasciano un lieve senso di incompiutezza, che è più tipico di un disco strumentale di Frank Zappa o di un demo dei Pink Floyd era “Ummagumma”.

Già dalle prime note di “A Sniper's Heart” la musica dei Bunny & The Invalid Singers sfida le coordinate tipiche della musica strumentale, con accenni di bossa nova, riff hard-rock, percussioni kraut, drone-music, tinteggiature progressive-rock, un mix sonoro insolito e avvincente che illumina il percorso a ostacoli dell’album degli scozzesi, tenendo salda l’attenzione fino alla fine del tragitto.
Incanta l’abilità del gruppo di mettere insieme elementi sonori tra loro stridenti, tra arpeggi di chitarra che intercettano Piero Umiliani, Ryuichi Sakamoto e i Dixie Dregs (“None Of This Happened”), sdolcinatezze simil-orchestrali perfette per un porno-soft dalle lievi tinte horror (“This Is Happening”) o disordinate sequenze di sonorità orientali, ritmi marziali, riff ottusi e delicatezze folk pastorali (“There's More Conjuring To Be Done”).

Gli scozzesi trattano linguaggi musicali noti e familiari, avvalendosi di vorticosi e a volte selvaggi cambi armonici. La musica dei Bunny & The Invalid Singers è apparentemente poco lineare, eppur suadente come una colonna sonora che saccheggia l’immaginario prog, per creare atmosfere in bilico tra deliquio e terrore (“Buckled & Bleeding”), spesso lasciando gli strumenti in preda al caos per estatici duelli che chiedono aiuto all’elettronica, al trip-hop e all’evocativo suono di una tromba e di una chitarra spagnola (“The Certainty Kids”).
Bizzarro, sfuggente, incerto, “Flight Of The Certainty Kids” è un disco traboccante di intuizioni e di delizie sonore, un album che mette d’accordo i fan dei Neu!, di Ennio Morricone e degli Einsturzende Neubauten (“Rebuilding This Boat On An Open Sea”, “The Uncontrollable Light”), con una trasversalità che non si sentiva più dai tempi degli Art Of Noise.

(07/01/2022)

  • Tracklist
  1. A Sniper's Heart
  2. None Of This Happened
  3. Buckled & Bleeding
  4. The Certainty Kids
  5. There's More Conjuring To Be Done
  6. This Is Happening
  7. Rebuilding This Boat On An Open Sea
  8. Drumming For Daylight
  9. The Uncontrollable Light


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