Caleb Landry Jones

Gadzooks Vol. 1

2021 (Sacred Bones) | art-pop, glam, psichedelia

Ambizioso, eccentrico, sfuggente e a tratti irritante, il secondo album del talentuoso attore Caleb Landry Jones, ora legittimato anche come musicista, resta sospeso in quel limbo tra art-pop, glam, psichedelia e sperimentazione già collaudato nell’esordio.
Registrato durante le pause sul set del film di fantascienza “Finch” (con Tom Hanks), “Gadzooks Vol. 1” soffre degli stessi limiti di “The Mother Stone”, ovvero intrecci improbabili tra prog-rock e psichedelia post-beatles-iana, che si fanno apprezzare più per la qualità dei suoni che per la composizione (“California”) o indolenti ballate che non riescono a catturare la magia del pur funambolico Connan Mockasin (“The Loon”).

Forte di una durata meno gravosa, l’album resta interessante per la natura spesso irriverente con la quale Caleb affronta la chimera della musica pop-rock, anche se a tanta temerarietà corrisponde un solo episodio degno di tanto ardire, ovvero la suite pop-glam-psych, di oltre venti minuti, che chiude l’album, “This Won't Come Back”, un delizioso patchwork di Sparks, Flaming Lips, Electric Light Orchestra e Sean Lennon, che beneficia della versatilità vocale dell’autore, altrove fuorviante o poco convincente, oltre che di una serie di trovate che si avvicendano senza troppi eccessi, convogliando il tutto verso un finale sempre più incorporeo e suggestivo.

Che la natura caotica di “Gadzooks Vol. 1” sia una precisa scelta creativa di Caleb Landry Jones è fuor di dubbio, ma il circo sonoro messo in piedi è più spesso simile a un luna park, e infine il rischio di restare preda delle montagne russe provocate dalla ripetitività degli accordi non è sempre divertente o straniante, raramente pedante (“California”).
A volte il giochino della stravaganza funziona (il glam-pop di “Never Wet” e la rilassante “Yesterday Will Come”), ma la ricercata inquietudine e schizofrenia artistica non sempre ha successo: le intuizioni di “Bogie” restano in sospeso, mentre le ansie di “For A Short Time” e “A Slice Of Dream” restano inespresse o futili esercizi di stile.

“Gadzooks Vol. 1” rimane comunque un disco atipico, un onirico album di pop psichedelico che ha tutte le caratteristiche di un incubo, con un lirismo che prende a modello John Lennon per fustigarlo con le dissonanze di Yoko Ono, ma senza la genialità dell’uno o la trasgressività dell’altra, un piacevole capriccio di un talentuoso autore che difficilmente verrà ricordato per le proprie esternazioni musicali.

(26/11/2021)

  • Tracklist
  1. Never Wet
  2. Yesterday Will Come
  3. The Loon
  4. Bogie
  5. Gloria
  6. California
  7. For A Short Time
  8. A Slice Of Dream
  9. This Won't Come Back




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