Camera

Prosthuman

2021 (Bureau B) | kraut-rock, alt-rock

In un'epoca in cui le realtà mutano in un batter d'occhio, i berlinesi Camera dimostrano di non avere alcun timore nell'affrontare le trasformazioni, facendo propria una famosa massima del vate Karlheinz Stockhausen: "I nuovi metodi cambiano l'esperienza. Le nuove esperienze cambiano l'uomo".

Per il quinto album la band capitanata dal batterista/chitarrista Michael Drummer ha dovuto sopportare la fuoriuscita dei due virtuosi tastieristi Steffen Kahles e Timm Brockmann - storica spina dorsale - aprendo un difficile processo di mutazione interna, colmato con l'integrazione stabile di Tim Schröeder, già collaboratore delle parti visual del gruppo e rivelatosi inaspettatamente un abile tastierista, al quale si è poi aggiunto il contributo di Alex Kozmidi, talentuoso cattedratico della chitarra.
È pertanto comprensibile che anche la matrice sonora sia stata sottoposta a un importante restyling portato a riformulare il tipico suono dei Camera, basato su un classico kraut-rock eventualmente speziato da alcuni tocchi psichedelici.
Nuove contaminazioni provenienti da new wave, space-rock, folk e addirittura dub-reggae sono entrate con lodevole costrutto all'interno di strutture che conservano le tipiche sequenze motorik.

L'album parte al galoppo con "Kartoffelstampf", sparando a bruciapelo chitarre acide e basso pulsante: un incontro tra Can e Loop ambientato negli inferi. Il ritmo si fa spettrale in "Alar Alar", nella quale seduce la singolare commistione tra reggae e musica cosmica, mentre la title track, accoppiata all'appendice "Apptime", apre a sonorità più sintetiche, esiliando per un attimo le chitarre in favore di un'elettronica brillante e pulita, per poi richiamarle improvvisamente sul finale.
"Überall Teilchen/Teilchen Überall" è un libero delirio kosmische musik, una jam allacciata da un campione vocale lentamente travolto da strati di livida elettronica e bizzarre pepite psych à-la West Coast Pop Art Experimental Band.
La new wave spunta in "Freundschaft" con la sua ingarbugliata melodia che avanza su una raziocinante emotività pop; un diamante grezzo che sembra provenire dai solchi nascosti dei primi New Order, finché la trascinante "El Ley" si presenta per esplodere tutta la sua propulsione kraut-rock.

La situazione si complica in "Schmwarf", un groove spasmodico e stravagante che fa chiaramente riferimento al caratteristico sound di Berlino, oscuro, provocatorio, eccentrico ed eccitante. "A2" procede a testa alta lungo gli stessi sporchi vicoli, incentrandosi su una linea libera di chitarra solista, attendendo che la splendida "Chords4 / Kurz Vor" ripulisca lo scenario con la purezza plastificata dei suoni sintetici, prima di lasciare che tratteggi di chitarra scarabocchino trame più ricalcitranti, per chiudere con l'adorabile impulso urban di "Harmonite", allentata da sfavillanti synth e piccoli tocchi di sax.

"Prosthuman" è uno smagliante diario che non ha né un inizio né una fine prestabiliti; un flusso creativo che non desidera trascinare con espedienti di risulta, ma prova a scorrere nel mezzo della corrente verso una direzione ben definita. Un cambiamento stilistico imposto dagli eventi o cercato con fermezza, a dimostrazione che le variazioni e gli attriti possono diventare utili alleati nella ricerca di una nuova e stimolante creatività.

(23/02/2021)

  • Tracklist
  1. Kartoffelstampf
  2. Alar Alar
  3. Prosthuman / Apptime
  4. Überall Teilchen / Teilchen Überall
  5. Freundschaft
  6. El Ley
  7. Schmwarf
  8. A2
  9. Chords4 / Kurz Vor
  10. Harmonite




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