Cathal Coughlan

Song Of Co-Aklan

2021 (Dimple Discs) | art-pop, new wave

Per una strana coincidenza, negli ultimi mesi ben tre outsider della new wave inglese sono ritornati in scena. Dopo Momus con "Athenian", Luke Haines e l'irriverente "Setting The Dogs On The Post Punk Postman", è ora il turno di Cathal Coughlan, ex Microdisney ed ex Fatima Mansions, assente sul mercato discografico da oltre dieci anni.

La scelta di entrare in studio è nata dopo il ritorno alla ribalta dei Microdisney, per una serie di concerti tra il 2018 e il 2019, nonché il contestuale riconoscimento da parte dell'Imro, che ha assegnato all'album "The Clock Comes Down The Stairs" un ruolo di rilevo nella cultura irlandese.
La domanda che viene da porsi è: come abbiamo potuto sopravvivere alla mediocrità senza l'acuta e sardonica scontrosità di Cathal Coughlan? Quale sortilegio ha tenuto a bada la doverosa dose di grottesca derisione della politica e della società che il musicista ha dispensato in passato con generosità e ferocia?
Luke Haines (che con Coughlan creo l'estemporaneo progetto The North Sea Scrolls) e il vecchio amico delle geniali scorribande pop a nome Microdisney, Sean O'Hagan, sono della partita, con un ruolo non di semplici guest-star, bensì di complici dell'ennesimo sberleffo di uno dei meno noti geni della musica pop.

"Song Of Co-Aklan" è un album sul concetto d'identità. Il caos della Brexit e lo sradicamento dell'antisemitismo in Inghilterra hanno alterato l'idea di democrazia dei bretoni, fino a generare uno spaesamento culturale senza precedenti. Non sorprende che nell'affrontare tematiche così dolorose e controverse, il musicista abbia resuscitato tutta quella lucidità lirica che lo aveva incoronato come il Morrissey del politically uncorrected. Un furore che risorge anche dal punto di vista delle intuizioni armoniche, che si consolida nelle due canzoni più incisive, in primis l'esuberante title track: uno spaccato sull'ossessione tecnologica della società contemporanea, raccontato con una lucidità impressionante; quindi, la notevole gemma pop "The Knockout Artist", un'aspra metafora dello sfruttamento del capitalismo, addolcita dalle splendide tastiere di Sean O'Hagan.

Un ritorno in tal guisa non era in verità prevedibile, Cathal Coughlan, non solo sfodera lo scorbutico e diseducato accento di sempre, ma s'immerge nelle cupe trame noir di Scott Walker, un'assonanza particolarmente evidente nel cacofonico e trasversale elettro-pop di "Let's Flood The Fairground" e nel recitato Brecht-iano di "St. Wellbeing Axe", brano, quest'ultimo, immerso in grintose sonorità noise alla Fontaines D.C..
L'umorismo surreale eppur concreto di Coughlan è sempre vivido e al limite della teatralità: l'art-pop dell'irlandese stravolge le regole del chamber-pop con dissonanze e tribolazioni ritmiche che ben rappresentano il caos odierno ("My Child Is Alive!").

Anche quando Cathal prova a strappare un sorriso con la jazz-ballad alla Vic Godard "The Lobster's Dream", lo sfondo resta malinconico, confermando la passione di Cathal per Sinatra, il northern-soul, il teatro tedesco e il Tin Pan Alley.
Il romanzesco e tagliente stile delle liriche contagia ognuna delle dodici canzoni, a volte le infesta con lo stesso disincantato cinismo di Tom Waits ("Crow Mother"), avvalendosi sia dello stesso graffio blues del musicista americano ("Owl In The Parlour"), sia del dolente languore filmico-teatrale di Waits, fino a tracimare in un malsano romanticismo ("Falling Out North Street").
"Song Of Co-Aklan" è come un ultimo grido d'orgoglio, un'esortazione a non restare vittima delle bugie e delle imposizioni: lo stesso orgoglio che ha spinto in passato il musicista a chiudere la storia dei Fatima Mansions, infastidito dai continui e incessanti controlli preventivi sui contenuti delle liriche.

Il riscatto dell'ex-Microdisney non passa attraverso un album forzatamente ostico o ribelle: Cathal Coughlan sceglie una profondità espressiva priva di compromessi e inutili cliché, abbattendoli definitivamente prima nella criptica e splendida folk-ballad di "The Copper Beech", che sembra uscire da un album di Scott Walker, e poi nella sognante "Unrealtime", ulteriore atto di autonomia creativa che abdica a tutte le tipiche sonorità dell'artista, restituendo in pieno una delle menti più lucide del Regno Unito.

(29/05/2021)

  • Tracklist
  1. Song Of Co-Aklan
  2. Passed-Out Dog
  3. My Child Is Alive!
  4. Crow Mother
  5. St Wellbeing Axe
  6. Owl In The Parlour
  7. Let's Flood The Fairground
  8. The Lobster's Dream
  9. The Copper Beech
  10. The Knockout Artist
  11. Falling Out North Street
  12. Unrealtime






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