Durand Jones And The Indication

Private Space

2021 (Dead Oceans) | soul, disco

Mentre si preparano a festeggiare il primo decennale di attività, Durand Jones And The Indication ritornano sul mercato con il tanto atteso terzo album. Un progetto destinato a sciogliere dubbi e perplessità sulla reale portata della proposta del gruppo, nato dall’incontro di due studenti universitari, Blake Rhein e Aaron Frazer, e ben presto diventato uno degli act più richiesti della scena new soul.

Forte della presenza di due vocalist di rara potenza e classe, ovvero Durand Jones e Aaron Frazer, la band americana prova a consolidare il successo del secondo disco “American Love Call”, nonché il discreto seguito ottenuto dall’album solista di Aaron Frazer, “Introducing…”.
“Private Peace” beneficia di un’intelligente messa a fuoco delle ispirazioni, che non profumano di nostalgia ma di autentica adorazione per quel soffio vitale che permise alla black music di attraversare con fierezza la storia della musica moderna, conquistando un ruolo centrale nell’evoluzione sociale e culturale dagli anni 60 ad oggi.
L’intuizione geniale dei Durand Jones and The Indications è quella di curare con fare artigianale e quasi maniacale ogni piccolo dettaglio, nello stesso tempo abbracciando con piglio modernista uno spirito lo-fi che permette alla band di preservare un profilo indie, che dona un ulteriore appeal.

C’è un’evoluzione temporale che lega “American Love Call” a “Private Peace”: mentre il precedente album restava fermamente ancorato al soul anni 60 e 70, il terzo disco della formazione statunitense sposta l’attenzione verso i primi vagiti della disco-music, tra citazioni del Philly Sound e restauri estetici e strutturali alla Earth Wind & Fire, Isley Brothers, Stylistics e Hot Chocolate.
Una scrittura qualitativamente costante e una perfetta sinergia tra interpretazioni e arrangiamenti offrono alla band l’occasione giusta per mettere a segno delle canzoni più incisive e accattivanti, a partire da “Witchoo”, un incalzante soul-disco che si adagia su un groove irresistibile mentre i due vocalist duettano iniettando un lieve brio funky, e passando per l’altro singolo “The Way That I Do” che pesca nella leggerezza degli Stylistics e degli Hot Chocolate, per chiudere poi il cerchio con la lussuosa “I Can See”, che in un tripudio di fiati, archi e fuzz guitar mette in gioco perfino i Parliament e i Funkadelic.

In questo tracciato fatto di potenziali highlight da classifica, la band inserisce piccoli gioielli di sintesi soul-funk, come la vellutata “Love Will Work It Out”, l’ambiziosa e psichedelica title track (difficile non pensare ai Temptations), un seducente e zuccherino soul (“Ride Or Die”) e un potenziale classico delle future esibizioni dal vivo (“Reach Out”). L’eccellente performance sulle tipiche orchestrazioni Philly Sound di “More Than Ever”, la sensualità ruffiana e new soul di “Sexy Thang” e il più marcato groove disco-funky di “Sea Of Love” confermano la volontà dei Durand Jones And The Indication di abbracciare in pieno la musica black dei tardi anni Settanta e l’avvento della disco-music, tracciando, attraverso i loro album, un percorso storico/narrativo.

Archiviato l’ennesimo capitolo ricco di delizie e sane citazioni dei tardi Seventies, non resta che attendere le future tappe della band, con la speranza che l’approccio all’urban-soul offra alla formazione dell’Indiana l’opportunità di varcare i confini del citazionismo per una più profonda e innovativa catarsi creativa.

(08/09/2021)

  • Tracklist
  1. Love Will Work It Out
  2. Witchoo
  3. Private Space
  4. More Than Ever
  5. Ride Or Die
  6. The Way That I Do
  7. Reach Out
  8. Sexy Thang
  9. Sea Of Love
  10. I Can See






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