Elsa Hewitt

Lupa

2021 (Tompkins Square) | elettronica, dream-pop

Nuova linfa per l’etichetta Tompkins Square che apre le porte anche all’elettronica, introducendo nel proprio catalogo l’artista londinese Elsa Hewitt, non proprio una esordiente, avendo alle spalle già cinque album, vari Ep e alcuni progetti nel ruolo di produttrice.
“Lupa” offre una visione ad ampio spettro delle possibilità di Elsa Hewitt, assecondando quell’eccentricità già messa in luce nel passato, nello stesso tempo affinando e smussando parte degli impulsi sperimentali. Il risultato è l’album più incline al dream-pop mai realizzato nella sua produzione. Un’attitudine già palese nella recente antologia “Becoming Real Trilogy”, che privilegia più la struttura della composizione pop, senza abdicare all’estemporaneità e alla natura evolutiva dell’improvvisazione.

Le composizioni di Hewitt sono quasi sempre incatenate a forme musicali minimali, una certa eleganza e un inquieto senso di abbandono fanno il resto, scompigliando spesso le regole di stile. E’ un’elettronica i cui campi magnetici sono generati dal respiro più che dal canto, anche il ritmo apparentemente inerte cresce e si evolve senza stravolgere la materia base, regalando inattesi gioiellini dal groove ipnotico e cangiante (“Squirrelex”).
Anche quando il carico strumentale diventa imponente, Elsa domina con sapienza le lussuose stratificazioni di synth e voci, come accade nell’immaginifica “Howl”, il cui sacrale fuoco armonico è alimentato da un vellutato e onirico tappeto r&b.

Analogamente l’impeto quasi techno di “Inhaler” resta elegantemente confinato in un corpo dream-pop, mentre l’enigmatica “Car In The Sun” non tarda a esibire una natura più psichedelica, che rimarca la natura cangiante e imprevedibile delle nove composizioni, resa ancor più evidente nel collage giocoso e avventuroso di “Fuzzy Duck” e nella mutaforma “Lavender”, che con pochi elementi a disposizione crea una piccola meraviglia synth-pop.
E’ evidente che nell’elaborare “Lupa” l’artista inglese non abbia rinunciato all’improvvisazione, pur restando fedele a una solida scrittura e a una costante percezione emotiva e sonora. Grazie a questa strana alchimia, l’album raggiunge il perfetto climax prima nella cinematica e soffice “IFM”, e poi nello stentoreo loop di “Multicorp Unicorn”, che risuona come un mantra, fino a librarsi verso nuove inesplorate frontiere.

Lode alla Tompkins Square per la scelta di rinnovare un catalogo fino ad ora caratterizzato da un cantautorato colto e da innocenti concessioni al folk inglese. Le raffinate elaborazioni elettroniche di Elsa Hewitt hanno tutte le caratteristiche per essere apprezzate da un pubblico più ampio di quello di genere, e “Lupa” è un ottimo biglietto da visita delle potenzialità della musicista e produttrice londinese.

(14/11/2021)

  • Tracklist
  1. Howl
  2. Higher Bear
  3. Car In The Sun
  4. Inhaler
  5. Lavender
  6. Squirrelex
  7. Fuzzy Duck
  8. IFM
  9. Multicorp Unicorn
Elsa Hewitt on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.