Empyrium

▄ber den Sternen

2021 (Prophecy) | dark-folk, folk-metal

Per chi si fosse avvicinato alla straordinaria produzione degli Empyrium attraverso due momenti cardine del folk più oscuro e innevato, “Where At Night The Wood Grouse Plays” e “Weiland”, scorgere elementi che prescindano dal dato acustico potrebbe risultare a suo modo spiazzante. Non che in occasione di “Über den Sternen”, sesto album in oltre venticinque anni di carriera, il dato folk perda di rilievo, tuttavia è evidente come i timidi accenni metal che apparivano in “The Turn Of The Tides”, il magniloquente disco del ritorno, adesso reclamino tutto lo spazio necessario per esprimersi, lanciando segnali ai più aspri esordi black/doom, riassunti in una doppietta di album che pareva ormai un ricordo lontano.

Un tentativo di procedere a ritroso nel tempo? Piuttosto, la chiusura di un cerchio, il raggiungimento di una sintesi, di due ere che trovano finalmente uno spazio in comune, e che consentono al duo tedesco di scrivere un altro capitolo del suo emozionante percorso musicale. Costante nei riferimenti naturalisti e nell'ispirazione romantica, l'ultimo progetto della coppia accorda i fili di due estremi complementari, (ri)scoprendo il potere di un linguaggio che sa giostrarsi tra teatralità e contemplazione senza forzature.
 
Il lungo stacco che divide il nuovo album da quello del 2014 ha sicuramente dato i suoi frutti, nell'operare un'accurata commistione delle anime del duo e presentarla senza cadute di stile, trovando una terza via che qui potrebbe segnare il suo punto di avvio. In un crocevia che abbraccia le lamentose sensazioni dei loro momenti più preziosi, la ricercata finezza “world” del precedente capitolo (gli echi dei Dead Can Dance decisamente evidenti)  e un approccio quasi progressivo che carica di un'impetuosa malinconia anche i frangenti più energici e ruvidi (Schwadorf a ripescare per l'occasione il suo growl), il disco sa bilanciare tutti i cardini in un amalgama centrato, ricco, avvinto da un'emotività pura, primigenia, che punta dritta verso le stelle del titolo.

Arpeggi solitari di chitarra, accompagnati in seguito da un addolorato commento di violoncello, fungono da introduzione a “The Thrice Flame Sapphire”, momento in cui il maestoso sinfonismo di “Songs Of Moors And Misty Fields” ritorna di gran carriera, avvalendosi di una finezza lirica ulteriormente perfezionata, suggellata dalla struggente voce di Thomas Helm, limpida nel suo trasporto. La sinergia folk/metal si articola attraverso snodi romantici, proiettati verso un Heimweh che pare un miraggio, un sogno di epoche mai vissute (“A Lucid Tower Beckons On The Hills”, splendido l'inserto di dulcimer che trasporta la composizione in una dimensione eterna), oppure amplifica ulteriormente i tratti elettrici, avanzando addirittura ipotesi doom in uno scenario di nebbiosa desolazione (“The Oaken Throne”).
 
La spoliazione sonora del capolavoro del '99 non manca di abbellire la raccolta con una levigata gemma quale “Moonrise”, appena increspata da impalpabili tracce sintetiche, prima che il cambio melodico ne alteri la forma con un passo più svelto e vivace. Ma è nell'imponenza quasi sacrale di pezzi ben più estesi che la fiamma dell'ispirazione appare più chiara, che gli Empyrium celebrano la propria accorata essenza nel pieno del suo potere. Laddove “The Wild Swans”, alla maniera degli Alcest più appassionati, intreccia melodie dal passo corale con un infuocato commento sonoro (e qui la ricetta non viaggia molto lontana dalla soverchiante leggerezza di molto shoegaze), che ben si avvale della maggiore modernità produttiva, la lunga title track chiude il lavoro in dieci minuti che riassumono la maestosa bellezza del suono dei due tedeschi, il suo passo greve eppure misurato, avvinto da una potente ammirazione, come se il cielo stellato avesse rivelato i misteri del creato.

Sospesi tra l'enigma e la tristezza della sua manifestazione, gli Empyrium scrivono un nuovo passaggio della loro sconvolgente indagine estetica, volta a un incanto sempre più totale. Non possiamo che inchinarci....

(08/04/2021)

  • Tracklist
  1. The Three Flames Sapphire
  2. A Lucid Tower Beckons On The Hills Afar
  3. The Oaken Throne
  4. Moonrise
  5. The Archer
  6. The Wild Swans
  7. In The Morning Mist
  8. Über den Sternen


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