Ethereal Shroud

Trisagion

2021 (autoprodotto) | atmospheric-black-metal, blackgaze

Il progetto dell'inglese Joe Hawker, Ethereal Shroud, non è una novità del più depressivo, lugubre e maestoso black-metal europeo: "Absolution|Emptiness" (2013), pur fiaccato da alcune ingenuità, aveva chiarito i colori funebri della sua estetica, che unisce accelerazioni ossessive a lente melodie dal respiro ampio e stratificazioni assordanti, giungendo a una versione melodica delle trenodie glaciali di Paysage d'Hiver. "They Became The Falling Ash" (2015) ha infuso di funeral-doom-metal quel sound, rallentando lo svolgimento e moltiplicando le durate dei brani: appena tre in un'ora, animati da ascensioni dal tono mistico e opprimente, degne di un adattamento di Lovecraft, ma non sempre con abbastanza creatività da sorreggerne le dimensioni colossali. Questo "Trisagion", dopo ben sei anni di silenzio, sembra aver centrato l'obiettivo.

Nell'ambito di nicchie così ristrette il rischio è rinunciare ad apporti originali, perpetrando un suono ben riconoscibile per un pubblico di appassionati. In queste tre, colossali, composizioni, invece, Hawker esce dai tic del black-metal depressivo e atmosferico grazie a un uso fantasioso della strumentazione, a una nuova raffinatezza negli arrangiamenti, a una spinta melodica più pronunciata.
"Chasmal Fires" (28 minuti), più una sinfonia che un brano esteso, imbastisce una melodia folk su un pianto di tastiere e organo, introducendo una mesta melodia che poi puntella il brano anche quando si scatena un turbine di feroce, veloce, doloroso black-metal. Ma si susseguono, in quasi mezz'ora, variazioni e colpi di scena: rallentamenti che dilatano il tessuto compositivo rivelando tracce shoegaze, incorporee voci angeliche, rincorse sotto forma di febbricitanti frangenti percussivi, finezze ritmiche d'impronta jazz e un finale epico, dove feroce, struggente e veloce si uniscono con grandiosa forza emotiva.

"Discarnate" (14 minuti), più modestamente, incanala la forza del black-metal atmosferico in strutture orchestrali, sfruttando suoni più quadrati. Non è che un lungo interludio per prepararsi ad "Astral Mariner" (22 minuti abbondanti), tragica poesia finale: un'introduzione di pianoforte che sfocia in un feedback, quindi un doom-black sepolcrale intarsiato di melodie affrante, dunque un susseguirsi di folate strazianti d'intensità sovrumana che sono alternate a una danza folk-metal, ascensioni blackgaze e desolazioni ambient. Sul finale, per così dire l'ultimo "movimento", Hawker dà fondo alla sua potenza evocativa, unendo archi affranti e un maestoso midtempo prima delle bave psichedeliche e cosmiche conclusive.

In questo ambizioso trittico di composizioni estese, tutt'altro che dilatate verso il prolisso ma anzi animate da continue variazioni, il progetto Ethereal Shroud riesce a trovare una sua più chiara identità. Con tutte le cautele del caso, perché si tratta di musica per timpani e cuori abituati a certe sonorità, "Trisagion" può essere un ascolto da consigliare anche a chi ha una dieta di ascolti onnivora. In fondo, l'inverno è gelido per tutti.

(14/01/2022)

  • Tracklist
  1. Chasmal Fires
  2. Discarnate
  3. Astral Mariner
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