Film School

We Weren't Here

2021 (Sonic Ritual) | space-gaze, psych-rock

Sfortunata e comune a quella di svariate altre band è stata la parabola dei Film School, gruppo dall’indubbio talento purtroppo non sviluppato appieno e con la conseguenza di un frustrante senso di potenzialità inespressa. Formatisi alla fine degli anni 90 presso la corte alternative di Pavement e Fuck, i Film School fin dall’esordio del 2001 dimostravano di non essere l’ennesimo fenomeno indie-rock proponendo, in controtendenza sui tempi, sonorità shoegaze, all’epoca non ancora tornate in voga, sposate alle contemporanee suggestioni neopsichedeliche di Flaming Lips e Mercury Rev con un taglio intimista che sfiorava un’attitudine slowcore: il disco di debutto s’intitolava “Brilliant Career”, ma paradossalmente la loro carriera, anche da un punto di vista prettamente artistico brillò solo a tratti.

Eppure chi li ha conosciuti con il disco omonimo del 2006, dove la materia psych-gaze si intrecciava a strutture e atmosfere post-punk (all’epoca rievocate egregiamente da band come gli Interpol) difficilmente è rimasto indifferente e intravedeva grandi cose per il futuro dei nostri, che però non raggiunsero più tali livelli di ispirazione in un percorso minato da cambi alla line-up, da un periodo di pausa tra il 2011 e il 2014 e soprattutto dalla produzione di lavori non sempre a fuoco, ora virando al nero la già rodata attitudine wave (“Hideout”), ora indulgendo in un indie-pop vagamente elettronico non proprio nelle loro corde (“Fission”).

Tra alti e bassi, comunque, i Film School sono giunti al sesto album a vent’anni esatti dall’esordio con questo “We Weren’t Here” che spinge subito l’acceleratore sul versante trippy grazie all’opener “Superperfection”: uno space-rock allucinogeno, introdotto da chitarre che girano come pale poi deformate dal delay, con tracce dei Pink Floyd appena dopo la dipartita di Syd Barrett, aggiornati all’evo shoegaze. Il viaggio prosegue più avanti come a bordo di una navicella a propulsione motorik con battiti in stile Suicide lasciando scie elettrico-melodiche di marca Radiohead (“The More I Know”) e raggiungendo zone inesplorate del cosmo grazie a mantra onirici degni dei Moon Duo più eterei (“CPPT”): corre alla mente, almeno concettualmente, il titolo di un album come “Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space”, ancor più nei brani citati che in “Stratospheric Tendencies” dove il modello Spiritualized viene disciolto in una versione un po’ annacquata ed edulcorata.

A dispetto delle suggestioni dei brani più visionari, è proprio nel comparto pop che i Film School brillano meno, visto che solo in parte l’electro-gaze di “Soft Reflections” lambisce le alchimie dei Radio Dept. Non bastano le pulsioni dreamy e l’alternanza tra voce maschile e femminile a risollevare la scialba “Said Your Name” e in una ancor peggiore aurea mediocritas si rifugia “Isla”, fuori contesto quasi quanto il pasticcio d’elettronica anni 90 della fin troppo estesa “Drone 2”.
Fortunatamente nel finale la band dimostra di farsi ancora valere nell’ambito della forma canzone con “Take What You Need”, in cui convergono le influenze di una vita (Jesus And Mary Chain, Ride e New Order) per l’unico potenziale singolo dell’album.

Nonostante i lodevoli sforzi e gli ottimi risultati almeno in ambito psichedelico, sembra che ai Film School manchi ancora qualcosa per esprimersi ai loro massimi livelli, probabilmente a causa di un’ispirazione ancora altalenante nella fase di scrittura dei brani. A giustificare l’incostanza e l’evanescenza di “We Weren’t Here” è stata - e sarà - scomodata per l’ennesima volta la surreale e inquietante situazione causata dalla pandemia, (ormai chiamata in causa tassativamente per buona parte dei dischi usciti negli ultimi tempi) o magari l’affascinante poetica dell’assenza evocata dal titolo dell’album; tuttavia ci si può chiedere se, partendo da un punto di vista più prosaicamente pragmatico, con maggiore presenza (consapevolezza) la storia dei Film School non sarebbe stata diversa e con esiti migliori.

(07/12/2021)

  • Tracklist
  1. Superperfection
  2. Said Your Name
  3. Stratospheric Tendencies
  4. The More I Know
  5. Soft Reflections
  6. Isla
  7. Drone 2
  8. Why
  9. CPPT
  10. Take What You Need
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