Flowers Must Die

Live In Liege

2021 (autoprodotto) | psych-rock

Breve riassunto delle puntate precedenti. Il collettivo psych-rock svedese Flowers Must Die, da Linkoping, storica cittadina di oltre centomila abitanti situata duecento chilometri a sud di Stoccolma, dopo tre album a diffusione carbonara, tutti intitolati con il nome della band (pregasi recuperare almeno la monumentale “Dimman”, inserita nel primo, disponibile su Spotify da pochi giorni), nel 2017 firma per la Rocket Recordings e pubblica il notevole “Kompost”. Grazie alla migliore distribuzione, gli appassionati di tutta Europa si accorgono della loro esistenza, anche se il successivo “Dar Blommom Dor” un anno più tardi passerà di nuovo quasi inosservato. A febbraio 2021 la band diffonde – per il momento esclusivamente sulla propria pagina Bandcamp – la ripresa live di un concerto tenuto tre anni prima in Belgio, come opening act dei Julie’s Haircut, la sera prima di volare a Londra per prender parte alla tre giorni organizzata per il ventesimo anniversario della Rocket Recordings, etichetta di entrambe le formazioni.

Come spesso accade durante i loro tour, i Flowers Must Die quella sera invitarono sul palco degli special guest, come al solito senza provare nulla in anticipo, per condividere e arricchire di ulteriori coloriture l’esperienza musicale: Hanna Ostergren alle percussioni e Laura Agnusdei dei Julie’s Haircut al sassofono. Stando al racconto del collettivo, postato sui loro canali social, grazie all’intervento delle due ospiti e alle decise infusioni di birra (rigorosamente belga) il gruppo suonò non soltanto il miglior show di quel tour, ma uno dei migliori della sua carriera. Ritenuto dagli stessi protagonisti la migliore registrazione live al momento nelle mani della band, i Flowers Must Die hanno deciso di rendere disponibile questo flusso coinvolgente e straniante, denso di fumi psichedelici e ascendenze world, condito da vaghi sentori prog e kraut: un incontenibile trip che nella trasposizione live si snoda e amplia grazie all’innegabile forza dell’improvvisazione.

Cinque tracce che sintetizzano in maniera esemplare sia le capacità dei musicisti coinvolti, sia lo spettro stilistico tradizionalmente coperto dal collettivo, muovendosi dai pirotecnici crescendo strumentali di “Ejefjallajokull” e “Annu Et Nas” alla lunga acidissima cavalcata elettrica “Gor Det Inte”, nobilitata dalla presenza di un sax imperioso e dissonante, passando attraverso la grintosa energia espressa da “Montana” e “Hit”, arricchite dagli interventi vocali della violinista Lisa Ekelund, la quale - da “Kompost” in poi - è risultata il significativo valore aggiunto in grado di elevare a un livello superiore l’intensità già presente nel Dna del gruppo. “Live In Liege” risulta così un documento utilissimo per avvicinarsi a una band unica nel suo genere, purtroppo ancora pericolosamente ignorata fuori dalla propria nicchia di naturale appartenenza, persino da molti fra gli addetti ai lavori più attenti e sensibili.

(25/02/2021)

  • Tracklist
  1. Ejefjallajokull
  2. Annu Ett Nas
  3. Montana
  4. Hit
  5. Gor Det Inte
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