Flyying Colours

Fantasy Country

2021 (Poison City) | shoegaze, neo-psichedelia, indie-rock

Attivi sin dal 2011, gli shoegazer di Melbourne Flyying Colours non sono la più produttiva delle formazioni, questo loro secondo disco intitolato "Fantasy Country" arriva infatti a circa cinque anni dal debutto con "Mindfullness" (2016, AC30). Invece di inseguire i trend dell'epoca dello streaming, il quartetto composto per metà di uomini e per l'altra di donne ha impiegato gli ultimi anni impegnandosi in lunghi tour in prevalenza in Australia e in Uk. La proficua attività live li ha visti consacrarsi cavalcando il palco con numerosi dei propri miti, istituzioni quali Jesus And Mary Chain, Johnny Marr, Black Angels e Brian Jonestown Massacre e A Place To Bury Strangers.
In tempi di Covid-19 in cui impegnarsi in un tour è pressappoco impossibile e, più in generale, tra crisi sanitaria e socio-economica globali, non tira la più leggera delle arie, la band ci offre così un disco che sin dal titolo propone evasione, una temporanea ricollocazione in una nazione di fantasia.

Chitarre croccanti i cui riverberi lasciano scie dalle tinte pastello aprono il disco in un inno shoegaze inondato di positive vibes, una "Goodtimes" che, senza iperboli, si lascia canticchiare dal primo ascolto. "Big Mess" è un pelino più ingrifata, con le chitarre a pompare feedback con tutti i muscoli. "Ok" fa a gara con la opener in quanto a freschezza e immediatezza melodica; mentre "It's Real", tra il fiorire di chitarre che si arricciano all'ingiù, vive dello stesso dinamismo tra la voce femminile e quella maschile che ha fatto grandi i Westkust.
Brani più lunghi come la ruggente "White Knuckles" e la conclusiva "Boarding Pass", abbellita quest'ultima dal costante sbuffare di un organetto vintage, trasmettono un impagabile senso di libertà e la stessa voglia di osare dei DDIV.

In un panorama shoegaze e dream-pop saturo di band che sembrano ignorare il fatto di suonare tutte uguali al solito modello passatista, con il collo continuamente ritorto verso gli anni d'oro di Bella Union e Creation, la voglia di giocare con nuove tinte e con la dovuta leggerezza di questi quattro Aussie stupisce e colpisce pienamente il bersaglio.

(26/03/2021)

  • Tracklist
  1. Goodtimes
  2. Big Mess
  3. OK
  4. It's Real
  5. White Knuckles
  6. Eyes Open
  7. This One
  8. Boarding Pass


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