Frog Of Earth

Frog Of Earth

2021 (Wherethetimegoes) | ambient-dub, elettronica

E chi lo ha detto che le storie di ranocchi debbano per forza implicare la loro trasformazione in principi? Come se loro, e il loro complesso ecosistema, non fossero argomenti sufficientemente interessanti per costruirci su un racconto! E perché no, dotarlo pure della sua colonna sonora, visto che ci siamo.
Con un breve commento narrativo (ma che non esita a rivelare i suoi intenti filosofici) affidato alla pagina Bandcamp dell'album, il dublinese Mel Keane, già attivo in precedenza coi moniker Melly e DJ Après Ski, imbastisce con Frog Of Earth la sua personale visione di “intelligent frog music” (!) ponendosi al livello dei piccoli anfibi per raccontarne la visione, le risposte all'ambiente circostante, finanche il dubbio e la paura, con un curioso tocco ambient, che sa adoperare la strategia di tensione e rilascio e costruire un brulicante stagno elettrico, colto nella sua brulicante vitalità. Osservare uno specchio d'acqua non sarà più la stessa cosa.
 
Dal piovoso risveglio di “Lying Down”, col rendering digitale che enfatizza il contesto acquatico di partenza, alle riflessioni, in fascia simil-techno di “The Mouth”, che sciolgono i conflitti e le tensioni precedentemente accumulate, l'album è un tripudio di timbri fuori fase e sintetizzatori manovrati con estrema libertà creativa, di placide distensioni d'ambiente e improvvise sviate di rottura, l'ottimale supporto sonoro alla vita di una rana stupefatta dal volo degli uccelli, dal passaggio di un treno in lontananza. “Means”, con la serenità agreste di Virginia Astley che sposa la finzione zen dei Visible Cloaks, è l'espressione in suono di una pace raggiunta, concreta, appena increspata da ricorsi micromelodici, lo stagno a presentare la sua docile vitalità.

I puntelli di basso di “Newt Dub” e “Salamander Dub” raccontano di un equilibrio spezzato, di altri anfibi che provano a reclamare il proprio spazio nella scena, giocando con linguaggi più sincopati, finanche ritmici, nel rispetto comunque di una forma libera, un flusso che tiene fede al quadro naturale rappresentato. I puntelli di clavicembalo di “Settle For Less” ripristinano l'armonia precedente tra rade vibrazioni dub e spaziose sinusoidi sintetiche, l'acqua a essere testo e contesto allo stesso tempo; e così “OH SEY UM” lascia filtrare gli unici spunti vocali di tutta la collezione, diluendoli in una lenta e suadente liturgia techno, che il frinire delle cicale dota di fievoli tinte estive.
 
Nell'incrollabile quiete di un ambiente che l'intervento umano ha toccato soltanto in lontananza, la prospettiva di una rana, per quanto ovviamente immaginaria, consente di osservare il mondo con occhi ben più piccoli, non per questo però meno curiosi rispetto alla meraviglia dell'universo circostante, portatore in egual misura di calma e mistero. Anche a non essere un etologo, Mel Keane ha sicuramente centrato il suo intento, donandogli una cornice sonora pienamente attinente. Non era un'impresa così semplice. 

(16/02/2021)

  • Tracklist
  1. Lying Down
  2. Means
  3. Newt Dub
  4. Settle For Less
  5. Not Too Much
  6. OH SEY UM
  7. Salamander Dub
  8. The Mouth
  9. Settle For Less (Ned's VIP)
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