Fur

When You Walk Away

2021 (777 Music) | beat, indie-rock, jangle-pop

Due difficili anni di pandemia hanno lasciato in eredità l’esigenza di un ritorno alla normalità, preferibilmente priva del suffisso “nuova”, il cui carattere ambiguo porta un retrogusto più o meno distopico a seconda della sensibilità e della sospettosità di ciascuno, una normalità messa in dubbio da misure restrittive come lockdown e coprifuoco che limitavano addirittura la pura e semplice libertà di andarsene in giro. E appunto con “When We Walk Away” i britannici Fur sembrano veicolare questa voglia di ricominciare a vivere un’esistenza più consueta e godere delle cose apparentemente più scontate, utilizzando stilemi dei generi tra i più edonisti e accessibili, come il pop inglese dei 90’s (ma anche quello dei decenni precedenti fino all’“originale” dei Sixties) e l’indie-rock del lustro successivo attraverso una formula buona tanto per i quarantenni che tali  fenomeni se li sono goduti durante la giovinezza, quanto per le generazioni successive meno avvezze a queste sonorità da riscoprire, riproposte brillantemente in una miscela apparentemente semplice se non banale, ma abbastanza frizzante e gustosa da risultare apprezzabile.

Fin dal primo approccio con questo esordio della band di Brighton sembra di ascoltare gli Strokes che, invece di essersi formati nella New York garage-punk del Cbgb’s e dei Television, siano cresciuti nella rigogliosa cool Britannia: nel power-pop ottimista “When You Walk Away, Pt.1”, innervato da un riff squillante ed epico, trasversale alla storia della musica britannica tanto da poter provenire tanto dagli Shadows che dai Coral (peraltro evocati con maggior cognizione di causa nell’intermezzo acustico a metà tracklist “No Good For You”), il taglio timbrico e della melodia vocale rimandano indiscutibilmente a Julian Casablancas, tratti finemente combinati con gusto lennoniano (“What I Am”), mentre il martellante garage-pop di “The Fine Line Of A Quiet Life” sembra un’outtake di quel piccolo capolavoro del rock del terzo millennio intitolato “Is This It”.

Ma a predominare nel disco, caratterizzato da un susseguirsi continuo di uptempo ultra-melodici, elettrici e appiccicosi, è la tradizione britannica a cui i Fur attingono, ora pescando perle beat alle rive del fiume Mersey (“Anybody Else But Me”) ora resuscitando il gusto floreale dei primi Stone Roses (“Wild Heart”) in un tripudio di ammiccamenti catchy, hook efficaci e refrain travolgenti che raggiungono lo zenit melodico con “To Be Next To Her”, dal ritornello degno del miglior Pete Doherty periodo primi Libertines.
Per buoni tre quarti della sua durata l’album è un susseguirsi di assalti nel segno di un guitar-pop elettrico seppur ingentilito da armonie dolci e pennellate jangly, mentre solo a fine corsa i ritmi rallentano nelle tre ballate conclusive, dove emerge finalmente l’influenza diretta del britpop anni 90, sia nella versione languida Suede-Pulp (“Love You All The Time) che in quella più classic stile Oasis (“Holding Up The Sun”, “When You Walk Away pt. 2) incorniciando questo apprezzabile debutto.

Se l’ottimismo solare a livello lirico e musicale di questi brani rende "When We Walk Away” un album perfetto per un clima post(?)-pandemia, i giovani Fur, le cui più grandi ugge post-adolescenziali consistono in amori non corrisposti e nella difficoltà di realizzare i propri sogni, sembrano sfasati rispetto ai nostri preoccupanti tempi (ma il loro disco è uscito nel 2021, prima che esplodesse il panorama geopolitico con derive pericolose per il mondo intero) risultando comunque preziosi nel regalarci innocenti evasioni dall’incessante tramestio mediatico e correlati scenari eufemisticamente poco piacevoli, a patto di sentire il bisogno di ascoltare un disco only for… fun.

(29/05/2022)

  • Tracklist
1. When You Walk Away, Pt. I
2. Anybody Else But Me
3. To Be Next To Her
4. The Fine Line of a Quiet Life
5. She's The Warmest Colour in My Mind
6 No Good for You
7. What I Am
8. Wild Heart
9. Love You All The Time
10. Holding Up The Sun
11. When You Walk Away Pt. II
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