Glåsbird

Siberia

2021 (Whitelabrecs) | ambient, modern classical

Si arricchisce ulteriormente la biblioteca ambientale del progetto Glåsbird, dedicata alle regioni del Nord Europa, giungendo nel quinto capitolo in Siberia, l'immensa regione russa sinonimo stesso di natura selvaggia, climi estremi e inospitalità. “Siberia” si differenzia rispetto ai quattro Lp precedenti in particolare per la sua lunghissima durata (addirittura settantanove minuti al posto della consueta trentina). Altra differenza interessante è che l’album si divide in due parti concettualmente e musicalmente differenti. La prima parte - da “The Land Sleeps” a “Last Ritual” -  descrive una Siberia ideale, quello che questa area del mondo è sempre stata nel nostro immaginario collettivo: una regione glaciale, regno di una natura estrema e intatta. Questo primo cd è quindi la vera prosecuzione dei precedenti lavori di ambient prettamente descrittivo del progetto Glåsbird, con paesaggi sonori modern classical con piani rallentati, ma giocosi e persino infantili nei momenti migliori (“Skating Baikal”, “The Land Sleeps”).

La seconda parte (da “Sleeping Land?” a “Blackening Ice”) descrive invece le trasformazioni che il paesaggio siberiano sta subendo a causa dell’antropizzazione e degli effetti del cambiamento climatico. Ne nasce quindi una musica più cupa e austera, che fotografa la deforestazione (“Deforestation”), la recente distruzione causata dai numerosissimi incendi (“Smoke And Trees”) e, in generale, mostra tristemente come le nostre azioni colpiscano ovunque, anche i luoghi più estremi del pianeta. Gli archi fanno da sfondo a questi paesaggi, in una serie di brani senza speranza, ma per nulla prossimi al mondo dark-ambient, non spaventosi bensì malinconici e deprimenti (“Sleeping Land?”) come se l’autore fosse semplice spettatore impotente di un cambiamento inarrestabile e distruttivo.

Se l’idea di fondo è ambiziosa e alcuni brani sono degni di interesse, non si può non notare come le idee contenute nel doppio cd non giustifichino una durata così eccessiva. Forse la troppa somiglianza coi suoi precedente lavori avrebbe richiesto un maggiore contenimento dei minuti a disposizione. Ottima, invece, l’idea della doppia visione delle due Siberie, una delle quali sta sfortunatamente sostituendo l’altra, come l'autore testimonia perfettamente nei due cd.

(16/09/2021)

  • Tracklist
  1. The Land Sleeps
  2. Icebound
  3. Skating Baikal
  4. Quiet Snowstorms
  5. Olkhon
  6. Timber Fields
  7. Last Ritual
  8. Sleeping Land?
  9. Deforestation
  10. Smoke And Trees
  11. Plank The Hollows
  12. Rise Of The Cryopeg
  13. Greenhousing
  14. Thermokarsts
  15. Blackening Ice


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