Graeme James

The Weight Of many Winters

2021 (Nettwerk) | indie-folk

L’inverno è tosto. Ha il suo fascino: il candore della neve, le lucine di Natale e le canzoncine allegre cantate dai pargoli in famiglia, il focolare acceso se ne hai uno, l’odore di cannella proveniente dai dolci glassati. Ma rimane la stagione dell’anno più tosta. Più ne vivi, più ne senti il peso.
In questo Ep, il secondo di un ciclo dedicato alle quattro stagioni (iniziato lo scorso autunno con “Old Storm In New Places”), il cantautore neozelandese - ma di stanza in Nord Europa - Graeme James ci parla proprio di questo. In sei canzoni che, come dolci e speziate infusioni, cercano di alleviare il freddo.

I tempi in cui James faceva il busker riarrangiando grandi classici con la chitarra e la loop station, ampiamente documentati nei due volumi di “Play One We All Know”, sono ormai lontani. Oggi Graeme ama curare i particolari delle sue canzoni, sorprendere l’ascoltatore con questa o quella trovata, senza però che queste disturbino o appesantiscano il suo indie-folk leggiadro e sussurrato. Il mandolino pizzicato sul finale di “The Weight Of Many Winters” o il violino che danza nella susseguente “No Memories Of Tomorrow” sono sorprese che scaldano il cuore senza intaccare la purezza folk delle composizioni.

In “The Voyage Of The James Caird”, incoraggiato dall’incalzare del banjo e dalla ritmica impetuosa, il cantautore rinvigorisce la sua intonazione, altrimenti tremante, e alla maniera di un menestrello americano ingaggia un folk di battaglia alla Midlake e con qualche sfumatura Okkervil River.
I dolci vocalizzi femminili che sorvolano il finale di “Northern Light” e l’organetto rifocillante di “Orpheus” ci conducono invece dritti dritti nei paesaggi da favola evocati dalla pittoresca copertina di questo extendend play, mentre la scheletrica e singhiozzata “Time” chiude il disco all’insegna della fragilità sulle dolenti note di una fisarmonica.

Specie in un inverno duro come questo, il secondo di fila segnato da paura e solitudine (per molti di noi inediti), questo piccolo disco è una gemma che vibra di semplicità e calore, riuscendo nella sua missione di alleviare e riscaldare. Come l’inverno che inesorabilmente sfocia nella più frizzante delle stagioni, questo Ep accende la speranza di un seguito primaverile altrettanto riuscito ed emozionante.

(19/01/2021)

  • Tracklist
  1. The Weight of Many Winters
  2. No Memories of Tomorrow
  3. The Voyage of the James Caird
  4. Northern Lights
  5. Orpheus
  6. Time


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