Grandbrothers

All The Unknown

2021 (City Slang) | elettronica, ambient, idm, modern classical

Vista la gamma di suoni offerti, è difficile credere che il terzo album dei Grandbrothers sia stato realizzato grazie al solo utilizzo di un computer, di due pianoforti a coda e di uno classico, illustre peculiarità delle passate produzioni. Per la prima volta, il tedesco Erol Sarp e lo svizzero Lukas Vogel hanno aggiunto alle loro personali elaborazioni anche campioni di brani per pianoforte realizzati da altri musicisti, riprodotti in loop e completamente decostruiti per essere incorporati nelle tracce del disco. 

Il concetto di alienazione del suono è sempre posto in primo piano e quasi nulla di ciò che compone “All The Unkown”, ideale seguito di “Open” (2017), sembra nato da ciò che costituiva la fonte sonora originale: le onde evocate dagli strumenti a tastiera sono state deformate digitalmente e ricomposte in modo da apparire frutto di magheggi perpetrati ai sintetizzatori. Di fatto, tutto ciò che è percepibile viene ricondotto a processi generati al piano, modellati da dispositivi autocostruiti e controllati da software che coinvolgono anche singolari martelli elettromeccanici.

“Howth” e “What We See” infondono, da subito, un profondo apprezzamento per il dettaglio; il pianoforte di Sarp che risuona con profondità s’insinua attraverso filtri elettronici come fa un filo d'oro che attraversa le trame di un tessuto lussuoso.
La title track e “Silver” suonano imponenti, dimostrando come la proposta del duo di Düsseldorf s’adatti perfettamente anche ad ambientazioni meno soffici e luminose. “Four Rivers” e “Shorelines” dimostrano, invece, come il senso di pura esplorazione sia stato ben assimilato dal gruppo, offrendo molto in termini di progressioni sonore.

L’ambient di “Auberge” mostra quanto i Grandbrothers siano abili creatori di melodie d’ampiezza, dove le note del pianoforte s'incastonano brillantemente attorno alle agili e riverberanti linee di programmazione tecnologica ideate da Vogel. “Black Frost” e “Unrest” forniscono sia equilibrio che contrasto, grazie a schemi più pesanti e introversi, mentre “Mourning Express” raggruppa al suo interno tutta la palette di versatilità musicale che permea i solchi dell’intero prodotto.

"All The Unknown" è un album strumentale postmoderno, che prende riferimento da percezioni elettroniche e modern classical, limitrofe a quelle di capostipiti quali Jon Hopkins, Kiasmos e Rival Consoles. Un disco asettico e schematico, scevro di passionalità, ma che ha il merito di rendere tangibile l’intangibile e giocare con allucinazioni uditive in grado di sollecitare lo stato d’animo, discostandosi progressivamente dalle sonorità kraut-rock d’ampio respiro che i Grandbrothers proposero con i due dischi precedenti.

(27/01/2021)

  • Tracklist
  1. Howth
  2. What We See
  3. Umeboshi
  4. All The Unknown
  5. The Goat Paradox
  6. Four Rivers
  7. Shorelines
  8. Auberge
  9. Organism
  10. Silver
  11. Black Frost
  12. Unrest
  13. Mourning Express


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