Maxwell Farrington & Le SuperHomard

Once

2021 (Talitres) | art-pop, chamber-pop

Mentre un po' in tutto il mondo ci si organizza per riprendere in qualche modo le stagioni concertistiche, una collaborazione nuova di zecca ci ricorda come la musica dal vivo non sia soltanto interscambio tra artisti e pubblico, ma anche tra colleghi. La collaborazione tra il compositore francese Christophe Vaillant aka Le SuperHomard (“Meadow Lane Park” è stato disco del mese su OndaRock) e il cantante australiano Maxwell Farrington avviene grazie a una fortuita conoscenza durante un soundcheck a La Boule Noire di Parigi nel 2019. L'interpretazione a capella di un brano di Burt Bacharach da parte di Farrington ha infatti inaugurato un dialogo artistico il cui ultimo approdo è “Once”, dodici canzoni primaverili e dalla patina d'antan pubblicate dalla sempre lodevole Talitres.

Se il punto di partenza è stata la reciproca passione per il già citato Bacharach, oltre che per Lee Hazlewood e Scott Walker, quello di arrivo assomiglia in diversi passaggi agli stessi approdi raggiunti nel corso degli ultimi decenni da Neil Hannon. Gli ingredienti, del resto, sono alquanto simili: la voce baritonale di Maxwell Farrington, l'ambientazione – come già detto – in un ipotetico e sofisticato passato, le velleità orchestrali di buona parte del repertorio, accuratamente trattato da Vaillant, il cui tocco peculiare non è sempre così facile da ravvisare dentro a queste canzoni.

Canzoni come “North Pole”, “Free Again” e “Love” sembrano in effetti uscire da qualche album dei Divine Comedy, con tanto di ammiccamenti ed estetica dandy d'ordinanza, ma se la discendenza dai vari Bacharach e Walker è acclarata fin dalle premesse, “Once” in realtà offre anche molto di più. E lo si intuisce già da una “We, Us the Pharaohs” che è un numero pop di grande fattura, incorniciata dal migliore ritornello del lotto, e che per certi versi fa il paio con la cadenzata “Oysters”.
Una certa impostazione barocca ritorna in “Lights & Seasons”, altro brano nel quale gli arrangiamenti di Vaillant fanno la differenza. Ancora più interessante è “La Mesa Motel”, un picaresco strumentale con ospite Max Meser (unico ospite insieme a Evelyn Ida Morris, protagonista in “Big Ben”) che si snoda tra il suono di un'armonica e il fingerpicking della chitarra acustica – un territorio sul quale in Italia, ad esempio, si trova a proprio agio un artista quale il Cabeki di "Una macchina celibe".

Se “Hips” è in assoluto la canzone che a livello stilistico ricorda più da vicino l'esperienza del progetto Le SuperHomard, tocca a “Happening Again” mettere in evidenza per l'ultima volta un lirismo che, quando non preme sull'estetica di un eccessivo passatismo, sa essere ancora più convincente.
In attesa di novità dal progetto Le SuperHomard, per il momento non possiamo che affermare che questa collaborazione funziona, sia essa continuativa o soltanto... “Once”.

(11/05/2021)

  • Tracklist
  1. We, Us the Pharaohs
  2. North Pole
  3. Free Again
  4. Light & Seasons
  5. Love
  6. La Mesa Motel
  7. Good Start
  8. Oysters
  9. Hips
  10. Happening Again
  11. Big Ben
  12. Tonight
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