Mega Bog

Life, And Another

2021 (Paradise Of Bachelors) | alt-pop

Cos’è la realtà? Un insieme di pensieri, percezioni, convinzioni, che ogni essere umano individua come tangibili, rilevanti. Siamo dunque noi a crearla e a disporne secondo le nostre necessità e certezze. Tutto quello che ci appare come irreale, fuori dallo schema è una distorsione, una visione, un’astrazione. E se non fosse questa la verità?

“Life And Another”, ovvero “la vita e un’altra”, è una frase che racchiude le misteriose, enigmatiche, sconcertanti divagazioni musicali di Erin Elisabeth Birgy, in arte Mega Bog. Un ermetico diario di sentimenti ancestrali e antropici sulla vita e sulla morte, fantastico e paradossale come un test psichiatrico privo di risposte e dunque di certezze.
Avevamo lasciato Erin Birgy e il progetto Mega Bog in uno scenario alt-pop e chamber-folk maturo e cosciente, introverso e imprevedibile, eppur fruibile, tenero. “Life And Another” sradica quelle poche convinzioni che erano maturate nel quinto album dell’artista americana, trascinando l’ascoltatore nelle profondità della psiche umana, alterando la percezione e l’esegesi della realtà circostante.

Tortuose, sgrammaticate, ambigue, queste nuove quattordici canzoni fanno a pugni con le strutture armoniche e le geometrie del pop, con un intelligente depistaggio stilistico, che prende in prestito la saudade della tropicalia per il brano d’apertura “Flower”, o il glam-rock per addomesticare l’improbabile swing psichedelico di “Crumb Back”.
Nulla è come sembra, nel nuovo disco di Mega Bog: lo spirito free che agita la title track non è un vago tentativo di sperimentare contaminazioni jazz, ma solo una ulteriore digressione che svela cosa si nasconde sotto la superficie di una pop-song poco convenzionale. Allo stesso modo il tripudio ritmico a metà strada tra i Tom Tom Club e i Talking Heads di “Weight Of The Earth, On Paper“ è solo un flebile sostegno per una delle melodie più aleatorie e incerte del disco.
Lecito il sospetto che tutto l’album non sia altro che un inganno, dopotutto la vita stessa è un inganno, è quell’altra vita che possiamo solo immaginare senza mai sperimentarne la bellezza. Ed è questa rivelazione concettuale che altera la possanza del ritmo e del funk trasformandola in una gelida e greve litania (“Station To Station”), o che scardina il groove di piano, basso e batteria di “Buttefly”, infettando le piacevoli e caliginose trame strumentali con uno dei testi più crudi e bruschi dell’intero progetto.

Ci vuole tempo e dedizione per entrare nel mondo di “Life And Another”. A catalizzare comunque l’attenzione ci pensano le ondeggianti sonorità chitarristiche di “Adorable”, e l’inquietudine sentimentale che anima la canzone più empatica e nello stesso tempo più cupa del disco: “Maybe You Died”. I testi non sfuggono alla frammentazione creativa messa in atto da Erin Birgy: immagini sfuggenti si alternano a incisive e graffianti frasi incomplete, in bilico tra misticismo e candore.
L’album è frutto di una distorsione temporale in cui si incontrano Kevin Ayers, gli Squeeze, Cate Le Bon e Joni Mitchell era-“Mingus”, ma è alfine la forte personalità di Erin Birgy l’elemento prevalente di “Life And Another”, al punto che anche la presenza di James Krivchenia dei Big Thief, come musicista e co-produttore, non sembra incidere più di tanto sul risultato finale, rivelandosi congeniale tutt’al più alle sfumature e ai chiaroscuri delle già imprevedibili canzoni.

Un persistente senso di meraviglia accompagna l’ascolto del disco: la narrazione art-pop di “Beagle In The Cloud”, le raffinate trame strumentali di “Darmok”, un’oasi in stile ambient-Eno, il labirinto di distorsioni folk-rock di “Adorable”, i graffi noise che rubano la gravità del suono all’insolito pop-metal di “Bull Of Heaven” sono solo alcuni esempi dell’incessante trasversalità delle quattordici tracce.
Non ci sono regole da rispettarre in “Life And Another”: note aspre e dolenti turbano la soavità evanescente in chiave folk-psych alla Stereolab di “Obsidian Lizard”, e sono vere e proprie mutilazioni quelle che scompigliano le nuance chamber-pop di “Before A Black Tea”.
Il gioco diventa ancor più straniante nell’ ingegnosa traccia finale “Amelon”, una canzone apparentemente rigorosa, modellata con classe e ingegno su un ipnotico groove pinkfloydiano, spostando ulteriormente la visuale creativa di uno degli album più affascinanti e insoliti degli ultimi tempi.

Una decisa  conferma per Mega Bog, un concentrato di audacia e spessore artistico che differenzia “Life And Another” da gran parte della produzione coeva.

(13/08/2021)

  • Tracklist
  1. Flower 
  2. Station To Station 
  3. Weight Of The Earth, On Paper 
  4. Crumb Back 
  5. Butterfly 
  6. Life, And Another 
  7. Maybe You Died 
  8. Beagle In The Cloud 
  9. Darmok
  10. Adorable
  11. Bull Of Heaven 
  12. Obsidian Lizard 
  13. Before A Black Tea 
  14. Ameleon






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