Michael Feuerstack

Harmonize The Moon

2021 (Forward Music Group) | folk

Il nome di Michael Feuerstack forse non dirà molto ai lettori e agli amanti del cantautorato canadese, nonostante il musicista vanti un curriculum di tutto rispetto, che include collaborazioni con gli Islands, i Woodenstars e i Kleper, oltre a ben nove album sotto il moniker Snailhouse e quattro a proprio nome, e, last but not least, il ruolo di chitarrista nel collettivo Bell Orchestre, di recente tornato in auge con il raffinato mix di post-rock e chamber-music di “House Music”.

Feuerstack da anni ha scelto di tenere un basso profilo, nonostante il clamore suscitato dall’ottimo “Singer Songer” del 2014. A questa metodologia non sfugge il quinto album “Harmonize The Moon”. L’album era nato in verità sotto ben diversi auspici, un progetto condiviso con altri musicisti e musicalmente più corale, ma le restrizioni causate dalla pandemia hanno convinto Feuerstack ad accantonare parte delle prime incisioni e a concentrarsi su un lotto di brani che beneficiassero della semplicità e dell’autenticità di una registrazione home-made.
Operazione non difficile, per un autore prolifico come il canadese, che mette insieme dieci armonie folk confidenziali  e armonicamente amabili, incorniciate da una delle copertine più belle degli ultimi tempi (creata da Paul Henderson). 

E’ un album dal tono riflessivo, contemplativo, “Harmonize The Moon”, malinconico ma mai greve (“Valley”), in bilico tra incertezze (“You Can Relax”) e impeto lirico (l’avvincente “Call Of The Tired”).
Queste dieci canzoni sono a loro modo fragili e carezzevoli (“Time To Burn”), melodie forse non particolarmente memorabili, dispensate in attesa di trovare conforto e condivisione in un ascoltatore attento a quei piccoli dettagli che possono trasformare una semplice e innocua ballata folk-pop in una potenziale panacea dell’anima.
La patina da jazz-crooner della title track, il fingerpicking intriso di misticismo e voci infantili di “Too Kind” o il tocco di blues che agita “In The Waiting Room” conquistano per l’abilità di Feuerstack di cogliere stati d’animo cangianti, senza un’apparente versatilità della scrittura.

“Harmonize The Moon” è un perfetto compagno per la notte, un disco che trasuda sincerità e afflato. Michael Feuerstack avvalora la propria fama di autore dai mutevoli stati d’animo, sia quelli della conclusiva esortazione di “Why Don't You Stay?” ("Perché non rimani a lanciare pietre nel lago? Il tempo è un'illusione, le onde si muovono a malapena, abbastanza lentamente da dimenticare dove eravamo") sia quelli più sinceri e toccanti di “I Used To Be A Singer” ("Ero un cantante che saltava sul piano astrale, raccogliendo spazzatura astrale per ripulirla di nuovo"), due punti nodali di una poetica genuina che non lascia indifferenti.

(27/05/2021)

  • Tracklist
  1. I Used To Be A Singer
  2. Too Kind
  3. Call Of The Tired
  4. Time To Burn
  5. Harmonize The Moon
  6. In The Waiting Room
  7. Valley
  8. You Can Relax
  9. Bathed In Light
  10. Why Don't You Stay?




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