Miho Hatori

Between Isekai And Slice Of Life

2021 (Caroline) | downtempo, nu-r&b, art-pop

Che Miho Hatori abbia da sempre un gusto tutto suo per l'eccentrico è piuttosto palese. Sin dai tempi dei primi dischi delle Cibo Matto, per continuare attraverso i vari progetti solisti e la militanza nei primi Gorillaz, il percorso della newyorkese d'adozione ha abbracciato le più disparate estroversioni pop, e il nuovo “Between Isekai And Slice Of Life”, secondo album a suo nome, non inverte minimamente la tendenza. Piuttosto la esacerba, la riorganizza su altri centri espressivi, giocando con una tavolozza ben più frenetica, non per questo però meno intrigante.
Ispirato ai due generi di anime (da un lato l'isekai, letteralmente “altro mondo”, dall'altro lo slice of life) che hanno permesso alla musicista di superare la pandemia, il breve lavoro scava nei recessi dell'amato downtempo e ne aggiorna le istanze alla luce delle più moderne evoluzioni elettroniche, escogitando un linguaggio confortante e destabilizzante al tempo stesso, perfetto per i tempi folli che viviamo. Il ritorno di Miho Hatori non poteva arrivare in un momento migliore.

Anche a fornire un inquadramento stilistico sommario, niente riesce veramente a fornire una sintesi adeguata di quanto si agita in questi ventotto minuti, delle idee che animano il disco più coraggioso e difforme della musicista. I beat ordinati di “Tokyo Story”, che al netto del titolo Ozu-esco sono ben piantati nel presente, fanno da impalcatura per un saggio di electropop difforme e sfuggente, denso di molteplici punti di fuga. E la fuga, da contesti tossici, da una società marcia, incapace di sfuggire alle trappole dell'idolatria e ai pericoli dell'automazione, si riverbera un po' ovunque.
Non manca di certo l'ironia, ché da un ex-Cibo Matto il gusto per la dissacrazione è da darsi quasi per scontato (“Formula X” sa come essere seria un momento e quello successivo attaccare con metafore culinarie), ma i piani si confondono ripetutamente, l'approccio si fa sporco, singolare, sposa il dramma al futurismo con meccaniche che rispecchiano le ispirazioni anime di partenza.

Schizzati accenni a contesti caraibici, più prossimi alle astrazioni del primo Yves Tumor che a qualsiasi lussureggiante cartolina tropicale (lo strumentale decostruito “Bonaire”), aggressivi rumorismi r&b (“Don't Be Cheap”, che comunque non si priva di contemplative sezioni dream-electro), finanche più piani motivi pop (“Desire”) sanno voltare pagina con forza dirompente, accentuando un senso di spaesamento che muta forma di brano in brano, confermando la curiosità vorace di un'artista più singolare che mai. “What the fuck is going on?”, domanda Hatori alla fine di “I Told Ya”. Ce lo chiediamo anche noi, ma non ci aspettiamo assolutamente una risposta.

(21/04/2021)

  • Tracklist
  1. Tokyo Story
  2. Formula X
  3. 19 Years Old
  4. Bonaire
  5. Don't Be Cheap
  6. Desire
  7. My Phone
  8. I Told Ya


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