Muchy

Szaroróżowe

2021 (Kayax) | indie rock, jangle pop

Anche se non hanno mai raggiunto il grande pubblico, i Muchy si sono ritagliati uno spazio importante all’interno della scena alternativa polacca. Ruotanti intorno al cantante e chitarrista Michał Wiraszko, unico membro fisso, salirono alla ribalta nel 2007, grazie all’appoggio di Radio Trójka, che permise loro di registrare il secondo album, “Terroromans”, e sulle cui frequenze vennero poi trasmessi a ripetizione i relativi quattro singoli.
Il disco – oggi considerato un classico del rock alternativo locale – raggiunse la top 20, risultato poi confermato dal successivo “Notoryczni debiutanci” (2010): quella che sembrava essere un’ascesa inarrestabile venne però interrotta da una serie di dinamiche interne che portarono a continui cambi di formazione, con conseguente calo di interesse del pubblico e una proposta stilisticamente non sempre coesa (“Karma Market”, del 2014, salta drasticamente dall’industrial rock al funk al pop d’atmosfera, finendo col somigliare a una compilation di artisti vari più che a un vero e proprio album).

Wiraszko si è preso a quel punto una lunga pausa, poi nel 2018 ha richiamato a sé Piotr Maciejewski (tastiere) e Szymon Waliszewski (batteria), i due cofondatori della band, che avevano mollato il progetto rispettivamente nel 2011 e nel 2013. Spostando il secondo chitarrista Stefan Czerwiński al basso, la formazione si è assestata nel quartetto che ha registrato questo nuovo album.
“Szaroróżowe” (trad. “Grigio-rosa”) arriva dopo una gestazione di quasi tre anni e a sette dalla precedente prova in studio. Mai nella sua carriera Wiraszko si era concesso tempistiche così lunghe e ciò si riflette nella qualità del contenuto.
Si percepisce come la band abbia voluto fare le cose in grande, a partire dal comparto tecnico: la produzione è stata infatti curata da Paweł Krawczyk (chitarrista degli Hey) per la parte vocale e da Piotr Waglewski, in arte Emade (batterista e mente del progetto Fisz Emade Tworzywo), per la parte strumentale. Il secondo in particolare è uno dei più grandi produttori polacchi contemporanei, capace di portare ordine e compattezza timbrica anche nei dischi più variegati, come già dimostrato al servizio di Lao Che, Maria Peszek, Ania Rusowicz e via dicendo.

La scaletta è composta da undici canzoni che alternano cavalcate indie rock a tratti jangle pop più rilassati, con le chitarre costantemente in primo piano, che siano distorte o addolcite da eco e delay, e le tastiere sullo sfondo a rifinire, ora tramite droni sintetici ora tramite accordi di pianoforte. Diverse voci femminili accompagnano quella di Wiraszko: Katarzyna Nosowska, storica cantante degli Hey, in “Psy miłości”; la jazzista Monika Borzykm in “Na pół”, “Lato 2010”, “Złocenia” e “Guliwer”; Bela Komoszyńska dei Sorry Boys nella title track. Proprio la title track è il capolavoro di questa band rinata, propulsa dall’ipnotica linea di basso di Czerwiński e dalle discrete pulsazioni elettroniche di Maciejewski, mentre il passo dritto e spedito della batteria è decorato dal ticchettio di un campanaccio. Ciliegina sulla torta è l’atmosferico assolo di chitarra suonato da Jan Borysewicz dei Lady Pank, che entra a 4’ 11’’ e prosegue a più riprese fino al termine. Sembra una versione aggiornata al nuovo millennio dell’assolo di “Sztuka latania”, inno dei Lady Pank targato 1985.
Al disco partecipa anche un altro chitarrista blasonato, Zbigniew Krzywański dei Republika, che firma l’assolo della conclusiva “Nie Tak”.

Basta il prestigio degli ospiti a dimostrare quanto i Muchy siano rispettati nell’ambiente, a dispetto di un riscontro che rimane tutto sommato sotterraneo (“Szaroróżowe” li ha riportati in classifica dopo nove anni di assenza, ma non è andato oltre il numero 22). Si tratta senza dubbio della loro opera più ispirata dai tempi di “Terroromans”: la carriera dei Muchy sembra vivere una seconda giovinezza e per il rock polacco ciò rappresenta un’incoraggiante cartina al tornasole.
 

(05/01/2022)

  • Tracklist
  1. Szaroróżowe (ft. Bela Komoszyńska & Jan Borysewicz)
  2. Psy miłości (ft. Nosowska & Paweł Krawczyk)
  3. Na pół (ft. Monika Borzym)
  4. 22 godziny
  5. Lato 2010 (ft. Monika Borzym)
  6. Z poradnika podróżnika
  7. Złocenia (ft. Monika Borzym)
  8. Plemiona
  9. Guliwer (ft. Monika Borzym)
  10. Nie wiem jak ty
  11. Nie tak (ft. Zbigniew Krzywański)




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