Natalia Lafourcade

Un canto por México vol. 2

2021 (Sony) | ranchera, bolero, son jarocho

A pieno titolo ambasciatrice nel mondo del vastissimo patrimonio musicale messicano, Natalia Lafourcade è autrice e musicista sempre più associata a doppio filo con i retaggi più profondi del suo paese, in un percorso che ha visto progressivamente espungere i riferimenti rock del passato a favore di un'estetica prettamente acustica, per quanto viva e in perenne trasformazione. Già annunciato con l'uscita l'anno scorso del primo volume, il secondo capitolo di “Un canto por México” (anch'esso finalizzato a raccogliere fondi per la ricostruzione del Centro de Documentación del Son Jarocho di Veracruz) giunge dopo un anno di importanti successi e riconoscimenti, approfondendo ulteriormente i legami con la propria terra e le molteplici traiettorie intraprese in anni di percorso e studio della tradizione. In questo senso, il tutto viene incanalato in una dimensione ancora più espansa, fieramente collettiva, rispetto a un primo capitolo già zeppo di collaborazioni, che traduce mito popolare e narrazione personale in un unicum nuovamente coeso, per quanto forse, per la prima volta, un po' più sottotono rispetto al previsto.

Sempre densa di fascino, sempre presente nel donare il giusto passo anche a pezzi vecchi quanto il Messico stesso, Lafourcade è indubbiamente musicista incapace di incidere brani brutti, dispone di una cura e di un'attenzione che rendono la sua arte sempre materia viva, intensa. E multiforme: per quanto più sommesso, pensoso, rispetto al precedente album, anche questo si rivela capace di spaziare dalla dolente teatralità della ranchera al vivo sentimento del bolero, senza naturalmente escludere riferimenti al mariachi (Pepe Aguilar a comparire nell'appassionato notturno di “Cien años”, scritta originariamente da Pedro Infante) e al jarocho della sua regione (la rabbia misurata che si spande in “Nada es verdad” con gli amici Cojolites, qui omaggiati in una cover-tributo).
Il campionario stilistico è più ampio e consapevole che mai, gli aggiustamenti esecutivi consentono di accorpare pezzi autografi in mini-suite dal vellutato tocco cinematografico (il trittico “Alma mía/Tú me acostumbraste/Soledad y el mar”) o di dare una lettura ancor più struggente di classici di colleghe (“La trenza/Amor completo”, con la stessa Mon Laferte a prestarsi a un rigoglioso passo a due). Eppure, per quanta sia la competenza e la consapevolezza messa in campo, il gioco mostra in più passaggi la corda, e un pizzico di stanchezza riga gli spartiti dell'album.

Lode naturalmente al fatto che è solo al quarto album nato con simili presupposti che comincia a subentrare un pizzico di fiacca. Di certo non aiuta alla causa lo sdoppiamento di “La llorona”, brano fondato sull'omonimo mito. Per quanto sia un momento fisso (e richiestissimo) nei concerti di Lafourcade, un episodio che permette grosse libertà in fatto di intensità e pathos espressivo, si coglie poco la necessità di due versioni che nel complesso non aggiungono poi molto a quella già presentata in “Musas vol. 2”. A maggior ragione la prima, quella più acustica, un lento avvolgersi sul modulo circolare del brano, poco fa per lasciarsi preferire alla più ruspante, sottilmente psichedelica, interpretazione assieme a Ely Guerra e Silvana Estrada, retta da cambi di ottava e inattesi florilegi di archi e ottoni. E così “Recuérdame”, self-cover dell'omonimo brano a commento dei titoli di coda di “Coco”, priva del vibrante arrangiamento pop originale, risulta inaspettatamente sgonfia, un salto nel vuoto a cui i pochi commenti sonori non forniscono poi troppo supporto. Scalda poi sempre il cuore sentire la sconfinata delicatezza di Caetano Veloso, ma anche questa nuova riproposizione di “Soy lo prohibido” in fondo non stuzzica e appassiona quanto potrebbe.

Troppe riletture già ascoltate dalla stessa voce? Possibile che sia questa la chiave del leggero disappunto, ma è anche vero che dopo un simile tour-de-force in lungo e in largo per i sentieri di una tradizione sconfinata (effettuato per validissimi motivi artistici), piacerebbe poter apprezzare nuovo materiale autografo. C'è da essere sicuri che la maestria e il calore profusi in questo quinquennio di suadente poesia saprà riverberarsi nella carriera di Natalia Lafourcade ancora a lungo.

(03/11/2021)

  • Tracklist
  1. La llorona
  2. Cien años (ft. Pepe Aguilar)
  3. Alma mía / Tú me acostumbraste / Soledad y el mar
  4. Luz de luna (ft. Aida Cuevas)
  5. La trenza / Amor completo (ft. Mon Laferte)
  6. Nada es verdad (ft. Los Cojolites)
  7. Recuérdame (ft. Carlos Rivera)
  8. La llorona (ft. Silvana Estrada and Ely Guerra)
  9. Soy lo prohibido (ft. Caetano Veloso)
  10. Tú sí sabes quererme (ft. Mare Advertencia Lirika & Ruben Bladés)
  11. Para qué sufrir (ft. Jorge Drexler)




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