Nick Jonas

Spaceman

2021 (Island) | pop

Quattro album a proprio nome, più cinque con i Jonas Brothers, svariati ruoli in film e Tv inclusa una recente serata da presentatore al Saturday Night Live, un matrimonio da tabloid con l'attrice Priyanka Chopra, avventure imprenditoriali e una cura del fisico da copertina di "Men's Health": il brand del ventottenne Nick Jonas è un affare tutto americano in grado di smuovere migliaia di dollari, e l'attentissima costruzione della propria immagine gli sta garantendo la possibilità di navigare un'era mediaticamente molto instabile.
Ma in tale contesto è facile relegare la musica al ruolo di inoffensivo accessorio di contorno da sfoderare nel momento giusto, e guarda caso anche Jonas fa parte di quel sotto-circuito di mamma Island specializzato nel campo di popstar maschili come Justin Bieber e Shawn Mendes. Ed è soprattutto dal relativamente maturo lavoro di quest'ultimo che "Spaceman" prende ispirazione tramite un'ordinata selezione di undici snelle canzoni e la mano dell'onnipresente Greg Kurstin a levigare il tutto.
 
Nelle intenzioni dell'autore, "Spaceman" si divide tra quattro temi distinti, ma è difficile trovare anche solo un indizio prettamente musicale che tradisca la natura da concept, perché l'ingegneria pop qui messa in piedi sparpaglia piuttosto i frutti in giro senza alcuna tematica apparente. Il singolo "Spaceman" riesce nell'intento di confezionare una buona linea melodica e fare contemporaneamente da commentario all'ultimo anno di isolamento da pandemia senza suonare eccessivamente retorico - per quanto poco fantasiosa, la metafora dell'uomo rimasto da solo su un pianeta alieno illustrata anche nel videoclip è astratta abbastanza da evitare ogni facile moralismo.

Con "This Is Heaven", "If I Fall" e "Deeper Love" siamo a cavallo tra Harry Styles e The Weeknd: ovattati sentori vintage e morbidissime tastiere a fare da contorno a una serie di ritornelli ben congegnati e a tratti quasi epici ma senza mai strafare. Su "Don't Give Up On Us" pare di sentire l'electro-pop di Will Young con la timidezza di Mark Owen, "Death Do Us Part" è un situazionista elettro-cantautorato stile vecchio Frank Ocean, "Heights" nasconde il parco romanticismo coniugale dell'autore dietro un timido ritmo dancehall. Impossibile trattenere il sorriso di fronte al ruffiano e abusatissimo ma sempre efficace giro di accordi di "2Drunk".
 
Non è quindi difficile scorgere barlumi di buon gusto e onesto talento tra i solchi di "Spaceman", disco di puro pop da streaming, nato con l'intenzione di suonare immediatamente piacevole sin dalle prime note, e le qui presenti canzoni potrebbero attecchire anche su quel pubblico adulto rimasto spaesato dagli attuali canoni di trap e reggaeton.
Manca però un ingrediente importante: lo stesso Nick Jonas. Distratto tra mille altre cose da fare e con un obiettivo mediatico che va oltre l'impronta prettamente artistica di un album di studio, l'autore spesso è come un pensiero distratto, la sua voce un soffice contorno che non graffia né sa farsi veramente sensuale (davvero casta l'interpretazione offerta su "Sexual", mentre il motivetto disco tutto ottoni e chitarrina funk di "Delicious" mette in mostra un falsetto troppo sottile per emergere tra gli arrangiamenti).

Non si può certo negare un ascolto, la cura sonora di alcuni passaggi è in grado di sollevare il lavoro con grazia, ma è ancora difficile poter guardare a Jonas come a un nome in grado di catturare l'ascoltatore con qualcosa che balzi fuori dalle sue rassicuranti righe.

(18/03/2021)

  • Tracklist
  1. Don't Give Up On Us
  2. Heights
  3. Spaceman
  4. 2Drunk
  5. Delicious
  6. This Is Heaven
  7. Sexual
  8. Deeper Love
  9. If I Fall
  10. Death Do Us Part
  11. Nervous


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