Nick Waterhouse

Promenade Blue

2021 (Innovative Leisure) | r'n'b, soul, rock'n'roll

Nick Waterhouse deve aver scoperto la macchina del tempo. Non si spiega in altro modo il genuino gusto vintage e per nulla posticcio delle sue scorribande nel soul anni 60, nel doo-wop, nell’r&b e nel beat, con le quali da anni delizia il suo pubblico. Alla guida della fiammante DeLorean, anche questa volta c’è il co-produttore Paul Butler (Michael Kiwanuka, Devendra Banhart), che, come novello Phil Spector, tesse i migliori abiti per una canzoni che profumano di antico.

“Promenade Blue” è la raccolta più matura e riuscita del musicista di Los Angeles, un set ancor più convincente del pur ottimo precedente self titled album, merito di una verve più rock’n’roll alla Rick Nelson, di una gustosa modulazione del suono del sax che rimanda ai fumosi e malfamati locali jazz degli anni 60 - si ascolti, in particolare, l’unico strumentale “Proméne Bleu” (Chet Baker dove sei?).
Mettiamo subito i puntini sulle i: “Place Names” è non solo una delle migliori canzoni mai scritte da Nick, ma una delle migliori intuizioni nel suo genere: un malinconico soul-pop anni 50 condito da archi e cori femminili dall’incontaminata bellezza. In verità, tutto l’album è un susseguirsi di deliziosi concentrati di stile. Il  brioso swing di “The Spanish Look”, rimarcato da un coro maschile doo-wop (i Sensational Barnes Brothers) e da un avvincente assolo di chitarra alla Duane Eddy, e l’altrettanto incisivo r&b alla Otis Redding “Valentine”, con una sezione fiati da crooner, sono una coppia di potenziali hit-single difficile da liquidare come un piacevole incidente di percorso.
 
Nello stesso tempo, un brano come “Fugitive Lover” è un concentrato di passione bollente, umorismo e arte narrativa da film noir, un mix di r&b e rock’n’roll che rimanda al primo Elvis Costello, quello che si ispirava a Sam And Dave e Ray Charles, per intenderci.
La scrittura dell’artista americano in “Promenade Blue” raggiunge vertici inaspettati: canzoni che sono degne figurazioni dello stile di Dion (“Medicine” e “To Tell”), della leggiadria vocale degli Impressions (“Silver Bracelet”), del romanticismo languido di Roy Orbison (“Very Blue”), degli accenni gospel tipici del soul di Memphis (“Minor Time”) e delle attitudini beat più tipicamente English (“B. Santa Ana, 1986”).

“Promenade Blue” non è che si discosti da quanto finora realizzato da Nick Waterhouse, solo che questa volta il musicista ha calibrato con classe l’abbondanza di citazioni tipica del proprio stile, restituendo alla creatività e allo spirito di un’epoca tutta quella magnificenza che ancora riesce a incantare, nonostante il passare del tempo.

(16/04/2021)

  • Tracklist
  1. Place Names
  2. The Spanish Look
  3. Vincentine
  4. Medicine
  5. Very Blue
  6. Silver Bracelet
  7. Proméne Bleu
  8. Fugitive Lover
  9. Minor Time
  10. B. Santa Ana, 1986
  11. To Tell
  12. Pushing Too Hard (bonus)
  13. Loving Tongue  (bonus)




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