Portable Radio

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2021 (Crimson Crow) | pop, beat, surf

Entrati in sordina nel panorama del pop psichedelico e del sunshine-pop, i Junipers si sono guadagnati un seguito fedele e una reputazione critica di non poco conto. Non è infatti facile raccogliere una eredità gravosa come quella lasciata da Beatles, Beach Boys e Zombies e tenerla in vita senza cadere nella prevedibilità, un rischio che la band inglese ha superato brillantemente nell’arco di soli tre album, assurgendo ad esempio di freschezza e ispirazione.

E’ dunque cosa gradita ritrovare il buon Robyn Gibson, a ben cinque anni dall’ultimo album della vecchia band “Red Boquet Fair”, coinvolto in un nuovo progetto discografico, realizzato insieme a un ex-membro dei Beep Seals e degli Hanging Stars, Phil Anderson, e all’enigmatico Mof Gimmer.
L’album d’esordio dei Portable Radio conferma tutte le migliori premesse, un concentrato di armonie e refrain forse non particolarmente innovativi, eppure frizzanti e appiccicosi come solo il miglior pop sa essere.

Prevalgono la spensieratezza e l’arguzia, in questi undici concentrati di armonie vocali e riff immediati e cristallini, ulteriormente valorizzati da arrangiamenti privi di orpelli e inutili divagazioni teoriche. L’album dei Portable Radio suona come un anticipo dell’estate prossima a venire, un prezioso antidoto al caos degli ultimi tempi. La dinamica naturale degli elementi strumentali base per una band pop è al centro di armonie degne dei Beach Boys (“Colour Me Impressed”), ma anche dei Raspberries (“Rise Above ”), o delle estemporanee rock’n’roll/beat della Electric Light Orchestra (“Darling Hold On ”).

Ogni elemento armonico, vocale e strumentale è al posto giusto, a partire dal pregiato singolo che ha anticipato la pubblicazione del disco (“Hot Toddy”), fino alla splendida ballata alla Emitt Rhodes “Kick Me Out” che chiude le danze, lasciando un velo di sana malinconia, affine a quel residuo di profumi e sfumature di colore che saluta la fine dell’estate.
I Portable Radio estraggono dai tipici cliché pop-beat anni 60 e 70 dei pregevoli artefatti pop: l’ingenuità del suono di un synth vintage che introduce “Everything Is Fine”, l’uso volutamente pedestre di ritmiche scarne e naif che regge l’uptempo di “And I...  ”, l’incipit power-pop della scanzonata “Worse Case Scenario”, l’eclettismo alla Todd Rundgren che modella le articolate evoluzioni pop di “The Switch” e l’accenno all’easy listening da radio Fm di “Walk Of Shame” sono al limite della perfezione artigianale.

Autentica sorpresa della scena musicale inglese, i ragazzi di Manchester e dintorni hanno realizzato uno degli album più freschi e convincenti dell’anno in corso, un disco che è un autentico outsider. Ascoltarlo, amarlo, suonarlo a ripetizione fino a inebriarsi di ogni piccola nota sarà semplice e salutare come bere un bicchiere d’acqua, e non mi sorprenderei di trovarlo in cima a qualche personale playlist di fine anno.

(26/05/2021)

  • Tracklist
  1. Hot Toddy 
  2. Darling Hold On 
  3. Should've Bounced
  4. Worse Case Scenario 
  5. Rise Above 
  6. And I...  
  7. Colour Me Impressed 
  8. The Switch 
  9. Everything Is Fine 
  10. Walk Of Shame 
  11. Kick Me Out 




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