Qlowski

Quale futuro?

2021 (Maple Death Records) | post-punk, new wave, noise-rock

È proprio quando la paura surroga la verità, la disinformazione oscura la realtà e la speculazione prevale sull'esperienza, che inizia ad albergare la crudeltà e l'empatia appare solo un ingenuo attributo. Questi sono gli scenari sui quali i Qlowski hanno ambientato il focus di "Quale Futuro?", Lp di debutto della band italo-britannica costruita sulle figure dei ravennati Michele Tellarini (chitarra, basso e voce), Cecilia Corapi (tastiere e voce), ora completata dagli inglesi Danny Smartt (basso e clarinetto) e Christian Billard (batteria e percussioni), con velleità di trasformare tutte le citate frustrazioni in sogni e prospettive.

Da qualche tempo operativi in quel di Londra, i Qlowski sono entrati in studio alla fine del gennaio 2020, con la produzione di Lindsay A. Corstorphine, per creare un prodotto nel quale le embrionali sfumature post-punk, evidenziate nei due interessanti Ep precedenti, fossero esaltate da una visione estremamente più poetica che coinvolgesse parole, immagini e rumore.
I ritmi propulsivi, la rivisitazione moderna del kiwi-pop e la strana commistione di dark-punk, noise-rock e flower-pop, forgiano l'inquietante telaio sonoro sorretto abilmente sull'alternanza delle voci dei due membri fondatori. I sintetizzatori che accolgono "A Woman" s'irradiano opalescenti, grazie anche all'approccio prismatico della Corapi, che rievoca il timbro di Poly Styrene degli X-Ray-Spex. Un contrasto che si oppone alla conflittuale vocalità impressa da Tellarini, efficace nel passare dall'italico art-punk dei CCCP ("Lentil Soup") alla frenesia di "To Be True", per giungere alla severità palesata in "Lotta Continua", brano dedicato al movimento YPJ, una milizia femminile che combatte contro l'Isis nella guerra civile siriana.

La scaletta aveva già lanciato qualche sassolino sull'andazzo generale nell'opener "Ikea Youth Pt. 2" che, a differenza della prima parte pubblicata come singolo a sé nel 2020, si schiude vagando senza meta attorno al soliloquio verbale di Tellarini, per poi scattare sull'attenti prima della veemente coda finale. Un vero e proprio presagio, che vede il suo culmine nella folle "Larry's Hair Everywhere", con il giro di synth che accompagna al crescendo darkwave un assaggio della cacofonica sequenza strumentale che spazia in assoluta libertà.

La presenza stabilizzante della sezione ritmica composta da Smartt e Billard ha permesso alla band di guidare con affinata intuizione le trame imposte dal mix tra punk e garage-rock, estese ora verso approcci in grado di fraseggiare liberamente con la più tetra new wave. Chiari esempi s'individuano in "The Wanderer", dove le voci di Corapi e Tellarini si contrappongono ai sanguinari assalti kraut-punk, senza dimenticare il singolo "Folk Song", dai glaciali saliscendi del basso à-la Simon Gallup, in un contesto che trae, tuttavia, molte affinità dall'epica decadenza degli Ultravox - era John Foxx.

Ferocia, cuore e convinzione, viaggiano insieme verso un futuro enigmatico, condizioni che conducono la band all'interno del nutrito stuolo di chi cerca di sfuggire alla convenzionale spettacolarità del rock'n'roll borderline e del punk da outsider. Se il concrete-punk era solo un'etichetta divertente lanciata per definire i primi passi dei Qlowski, ora è diventata una vera vocazione, una dichiarazione ufficiale che ne fa presagire le marcate potenzialità.

(10/06/2021)

  • Tracklist
  1. Ikea Youth Pt. 2
  2. Folk Song
  3. A Woman
  4. Lentil Soup
  5. To Be True
  6. All Good
  7. Interlude [02/11/1975]
  8. Lotta Continua
  9. Larry's Hair Everywhere
  10. The Wanderer
  11. In A Cab To Work


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