Real Tuesday Weld

Blood

2021 (Antique Beat) | swing-noir, pop-cabaret

A dieci anni di distanza dall’ultimo album “Songs For The Last Werewolf” cala definitivamente il sipario sui Real Tuesday Weld, formazione inglese dall’atipico e swingante stile, a metà strada tra chamber-pop e dark-cabaret dai toni surreali e quasi fumettistici. 
Dopo dieci album, vari Ep sotto forma di cartoline natalizie, colonne sonore per film e opere teatrali reali e immaginarie, creazioni extra-musicali affidate alla grande famiglia di Antique Beat, e l’interessante progetto X-Ray cut bone-music, Stephen Coates affida a tre album distinti la conclusione dell’avventura dell’eccentrica formazione inglese.
 
Il primo capitolo pubblicato mette subito i puntini sulle i, ribadendo l’estetica e la poetica noir della band, la stessa che ispirò “Oedipus Schmeopdius” di Barry Adamson, album che Coates considera un capolavoro assoluto e sottovalutato. Ed è proprio dal tipico groove notturno, brioso e oscuro che nascono le pulsioni delle prime due tracce di “Blood”: il sensuale soul di “Blood Knuckled And Dusted” e lo space-funk in chiave lounge di “Too Much Too Soon”.
A tanta grazia messa in campo nei primi dieci minuti i Real Tuesday Weld danno seguito con un piccolo colpo di genio, una versione in stile electro-cabaret di “Poker Face” di Lady Gaga, brano già apparso in uno dei tanti Ep natalizi della band.

Il vivace trittico iniziale è croce e delizia di “Blood”, il resto del disco non raggiunge purtroppo, tranne nel finale, la stessa fantasiosa verve swing-noir. La natura lo-fi di molte tracce a volte stempera la natura irriverente ed eccentrica di Coates e compagni. Non mancano, però, episodi interessanti, come la sensuale “Promises Promises”, graziata dalla presenza di Stephanie Llo, mentre la raffinata malinconia di “The Floating Man” mette insieme Leonard Cohen, Momus e Tom Waits, anticipando l’altra piccola perla del disco, ovvero “Killers” uno strumentale in stile swing-noir disturbato da voci spettrali e intuizioni armoniche degne di Michael Legrand e Burt Bacharach, brano a cui spetta il compito di chiudere il primo atto della trilogia.

A margine va ricordata la presenza di una cassetta in edizione limitata, disponibile per pochi fortunati, intitolata “Tape Dust Memories” che asseconda ulteriormente la passione per il cinema e le colonne sonore da parte di Stephen Coates, tra citazioni di Ennio Morricone (“A Voice Out Over The Ocean”), Mikael Tariverdiev (“Miles”) e un inaspettato furore elettronico alla Radiohead (“Tin Shack Motel”), che in parte anticipa le vestigia folktroniche del secondo capitolo annunciato dalla band e in fase di completamento per la pubblicazione ufficiale.

Nel frattempo “Blood” conferma le peculiarità della band senza rinnovare in pieno i fasti passati. Nonostante tutto, il trittico di commiato dei Real Tuesday Weld si annuncia intrigante, la band di Coates è una delle tante formazioni indipendenti che hanno conservato un’integrità artistica e concettuale incuranti delle esigenze del mercato, autentici visionari innamorati della grazia e della consistenza armonica, la cui opera rischia di essere fagocitata dall’oblio creato dal consumo virtuale e impersonale dettato dallo streaming. Non è un caso che i Real Tuesday Weld abbiano progettato insoliti packaging per consegnare al loro affezionato seguito oggetti che ne confermino la profondità e la cura - in questo caso una cassetta in una busta con un liquido rosso-sangue e un vinile maculato rosso e nero - ulteriori dettagli di un progetto che merita attenzione.

(24/08/2021)

  • Tracklist
  1. Blood Knuckled And Dusted
  2. Too Much Too Soon
  3. Poker Face
  4. Silicone
  5. What Happens Next?
  6. Promises Promises
  7. The Floating Man
  8. Torched Song
  9. Skeletons In Waiting
  10. Killers
Tape Dust Memories (limited cassette)
  1. A Voice Out Over The Ocean
  2. One More Chance
  3. The English Assassin
  4. Miles
  5. Black Dahlia
  6. The Man Who Bought the World
  7. Loom
  8. Sybil
  9. Tin Shack Motel
  10. The Only Thing
  11. Save Me




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