Riki

Gold

2021 (Dais) | synth-pop

Con il suo nuovo album “Gold”, Riki gioca “agli anni ‘80” e ci chiede di giocare con lei. Non si tratta però di andare a ricercare, nelle pieghe di una struttura musicale, frammenti di suoni ritrovati e messi insieme in ottica retro-maniaca (come fanno molti artisti citati da Simon Reynolds nel suo "Retromania"); né di fare revival della musica dell’età dell’oro (gli anni 80 appunto), che ha la freschezza e la contemporaneità delle produzioni attuali e quindi non può essere oggetto di revival; né di rendere un rispettoso omaggio a una musica lontana dal proprio percorso, come ha fatto The Weeknd con “Afterhours”. Perché per Riki la musica degli Eighties è la sua musica e la suona come se fosse negli anni 80 e si esibisse negli stessi club del tempo. Allora il gioco qual è? L’invito è quello a immergersi per scoprire la bellezza degli scintillanti suoni sintetici di uno stile fatto di sperimentazione e creatività (per chi negli 80 non c’era) o per ritrovare il gusto di vivere in un eterno e rassicurante presente musicale (per chi negli 80 c’era).

Riki viene dal sottobosco darkwave della Bay Area californiana e ha assorbito lo stesso humus che caratterizza la corposa scena post-punk americana, dai Cold Cave a Soft Moon passando per Health e Boy Harsher. Anime inquiete che del suono dell’età dell’oro hanno assorbito il messaggio oscuro dell’elettronica, mentre in Uk il post-punk è tornato in auge nella versione chitarristica, nervosa e arrabbiata di band come Fontaines DC, Idles e Shame.
Di questa abbondanza di suoni, Riki è affascinata dal lato new romantic, ispirato dai Roxy Music ed esploso all’inizio di quel decennio con decine di band scintillanti. È questo lo spirito che si respira nella musica del suo primo omonimo album del 2020: un concentrato di sintetizzatori e drum machine in cui la voce di Riki celebra i sentimenti oscuri dell’animo umano, come una Siouxsie in formato sintetico (vedere la copertina per credere). Tra gelo teutonico ed eleganza synth-pop, l’album riceve critiche positive e la spinge a riproporre la sua formula.

“Gold”, prodotto da Joshua Eustis dei Telefon Tel Aviv per la Dais Records, frena rispetto all’attitudine dance del precedente e vira verso un synth- pop melodico ancora venato delle atmosfere da club fumoso (stile Ritz, per chi ha amato i primi Duran Duran o Spandau Ballet). L’apertura con “Lo” chiarisce le intenzioni in un brano dal ritmo marziale in cui le sinuose linee di basso, gli intrecci di tastiere e batteria ricordano gli episodi più esotici dei Thompson Twins. È un synth-pop elegante, in cui si lancia pure il produttore, che abbellisce di un canto decadente il duetto in “Marigold”, brano trascinato dalla drum machine che crea traiettorie in odore di Visage con minor vena drammatica. In questi primi brani quello che avvicina Riki ai riferimenti eighties è la ricerca della canzone memorabile nel ritornello e negli uncini melodici. In effetti, la cosa funziona anche in brani come “Oil & Metal”, in cui le oscure tessiture di synth creano un effetto-Human League periodo “Dare”, in un interessante incrocio di atmosfera dark ed esito pop; mentre “Sonar” è cupa, ballabile e bella come un vecchio brano dei Depeche Mode.

Dove invece Riki rallenta, qualcosa si inceppa: il vaporoso dub “It’s No Secret” crea un’atmosfera intima ma sembra più un lento dei Level 42 che uno dei brani killer degli ultimi Roxy Music. La sensazione di perdita di tensione aumenta con “Porque Te Vas”, electro latineggiante che avrebbe potuto essere un brano minore di Madonna dei bei tempi. E la finale “Florence & Selena”, un languido sax d’annata su una linea di basso in stile Kajagoogoo, chiude l’album in modo molto diverso da come è iniziato.
Alla fine “Gold” è un’occasione colta a metà: divertente, piacevole, appassionante per gli amanti della materia. Ma cede un po' troppo alla voglia pop di Riki e perde via via l’attitudine wave con cui si presenta. Ma siccome non si esce vivi dagli anni 80, va bene così.

(05/03/2022)

  • Tracklist
  1. Lo
  2. Marigold
  3. Oil And Metal
  4. It’ s No Secret
  5. Sonar
  6. Last Summer
  7. Viktor
  8. Porque Te Vas
  9. Florence & Selena
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