Skullcrusher

Storm In Summer

2021 (Secretly Canadian) | indie-folk, songwriter

How did I end up here with my old lines on your page?
Sometimes I wish I’d kept them safe
Far away from your gaze
And I wonder how you think you know who I am
I’m still lying on the floor
I’m right where I began

Nella title track del suo secondo Ep, Helen Ballentine, in arte Skullcrusher, riflette sull’imprevisto successo del suo fragile e commosso debutto, uscito poco meno d’un anno fa. Un successo che sembra però comportare anche un sentimento straniante e travolgente. In pochi mesi i versi della giovane cantautrice sono passati dalla sfera privata a quella pubblica e discorsiva del mondo digitale, con tanto di inserimenti in varie playlist dei giganti dello streaming e di commenti, perlopiù entusiasti, apparsi su diverse riviste e webzine musicali. Da questo essere sempre ascoltabile, consumabile e giudicabile, ci si può nascondere, si chiede Helen, o sarebbe forse meglio tentare in qualche modo di tornare indietro?

Non che Skullcrusher non sia soddisfatta dell’ottima ricezione avuta finora, ma certi demoni interiori non sono facilmente soffocabili e trovano così nuovamente spazio nella scrittura confessionale delle sue composizioni. In “Storm In Summer” la musicista riprende le delicate trame chitarristiche del suo esordio e le proietta in uno spazio sonoro più ricco e arioso. Tra graziose note di banjo e arpeggi acustici, si staglia in semitrasparenza un muro del suono – talvolta appena screziato da reminiscenze shoegaze (“Windshield” e “Storm In Summer”) – che accompagna chi ascolta in una gioia estatica e contemplativa. Non si tratta però di un’ascesa metafisica, bensì di un alleggerimento tutto improntato verso lo scandaglio interiore, una ricerca della possibile significazione delle emozioni provate, anche quando esse sembrano apparire contrastanti, irrazionali, come nel breve, ma incisivo, quadretto domestico dipinto in “Steps”.

“Storm In Summer” non è un Ep composto da pochi brani senza un preciso filo conduttore e lo dimostra la circolarità instauratasi tra la canzone conclusiva e quella iniziale. Entrambe reiterano, come un mantra, una singola frase e le linee vocali non fanno altro che partecipare alla caratterizzazione dell’ambiente in cui ci si ritrova immersi. “I prefer the rain in summer”, recita “I Prefer”. Ciò non va letto tanto come uno statement declamatorio, ma piuttosto come una timida confessione dal valore tutto suggestivo, capace sia di ricreare l’atmosfera delle solitarie precipitazioni estive sia di fungere da chiosa alla traccia precedente, “Storm In Summer”: se deve davvero imperversare questa tempesta, che lo faccia almeno in estate. Perché quella della Ballentine è proprio la musica segreta della requie dopo il temporale serale, quando uomini e donne sono tutti frettolosamente rincasati e aleggia nell’aria il sapore umidiccio di felci e lombrichi, con il fogliame ancora sgocciolante e gli arcobaleni improvvisi e fuggitivi.

(19/05/2021)

  • Tracklist
  1. Windshield
  2. Song For Nick Drake
  3. Steps
  4. Storm In Summer
  5. Prefer




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