Spell Songs

Spell Songs II: Let The Light In

2022 (Quercus) | folk

E’ strano ritrovarsi a riflettere su quante parole stanno pian piano scomparendo dal lessico comune, un processo che comincia già dall’infanzia, un’autentica apocalisse del linguaggio che corrisponde a un impoverimento emotivo e culturale.
Scritto da Robert Mcfarlane con le illustrazioni di Jackie Morris, “The Lost Words: A Spell Book” è un'arguta riflessione sul significato del linguaggio e sulla scomparsa di parole come salice, allodola, ghianda, martin pescatore etc.. Un patrimonio non solo linguistico ma anche emotivo, un insieme di esperienze sensitive legate alla natura e alla sua biodiversità.

Karine Polwart, Julie Fowlis, Seckou Keita, Kris Drever, Rachel Newton, Kerry Andrew, Beth Porter e Jim Molyneux hanno raccontato in musica le stesse considerazioni con un album di grande successo “Spell Songs, The Lost Words”, e dopo la pubblicazione di un secondo capitolo letterario “The Lost Spells”, anche il corrispettivo sonoro vede la luce, sotto il titolo di “Spell Songs II: Let The Light In”. Stessa formazione, manca solo Kerry Andrew per motivi di salute, stessa magia. I quindici brani restano abilmente in equilibrio tra profondità della scrittura e immediatezza, il collettivo musicale tiene a bada tutte quelle pretenziosità espressive che rischiavano di rendere obsoleto un album che decanta la bellezza e le grazia della natura.

La produzione di Andy Bell dona ariosità e leggerezza a un set di canzoni diviso tra brani tradizionali e inediti. Ad aprire le danze la voce di Karine Polwart e la delicata e introspettiva ballata per piano, violino e marchin’ drum “Bramble”, a cui fa seguito una raffinata versione di “St Kilda Wren” che Julie Fowlis interpreta con la leggiadria di un uccello.
Il resto dell’album non si discosta molto dalle coordinate ora delineate, ballate più incisive e delicatamente folk-pop (“Oak”, “Red Is Your Art”) si alternano con pagine più introspettive (“Swallow”, “Moth”), brani dal fascino più tradizionale e delicati tocchi strumentali/vocali (“Daisy”, “Barn Owl”), quest’ultimi spesso resi ancor più stimolanti dalla presenza di Seckou Keita e della sua kora (“Swifts”, “Thrift (Dig In, Dig In)”.

A un ascolto fugace “Spell Songs II: Let The Light In” può apparire come l’ennesimo raffinato esemplare di folk-pop contemporaneo. A fare la differenza è la robusta componente culturale e semantica, oltre a un trittico di canzoni degne di rilievo: l’algido lirismo della ballata di Julie Fowlis “Bird Of The Blizzard”, la splendida mistura di arie celtiche e ritmi afro di “Jay” e il fiabesco incastro di voci e suoni di “Gorse”.
L’album è stato registrato negli studi della Real World e il titolo è un chiaro riferimento a una delle frasi più note di Leonard Cohen. "C'è una crepa nel mondo che lascia entrare la luce". Ad accompagnare il tutto, un elegante libro illustrato di 86 pagine.

(10/04/2022)

  • Tracklist
  1. Bramble - Karine Polwart
  2. St Kilda Wren - Julie Fowlis–
  3. Oak - Kris Drever
  4. Swifts - Rachel Newton
  5. Jay - Seckou Keita
  6. Daisy - Beth Porter
  7. Swallow - Jim Molyneux
  8. Bird Of The Blizzard - Julie Fowlis
  9. Thrift (Dig In, Dig In) - Karine Polwart
  10. Gorse - Beth Porter
  11. Red Is Your Art - Kris Drever
  12. Barn Owl - Seckou Keita
  13. Moth - Karine Polwart
  14. Curlew - Rachel Newton
  15. Silver Birch - Julie Fowlis






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