Sunmi

1/6

2021 (Abyss) | k-pop, synth-pop, rÚtro-pop

Il tempo che la carriera con le Wonder Girls si chiudesse con il botto, con un eccellente “Reboot” che a suo modo ha profetizzato la retromania che di lì a poco avrebbe conquistato il k-pop mainstream, e per Lee Sunmi era arrivato il tempo di spiccare il volo da sola, concretizzando quanto qualche anno prima già era stato lasciato intendere con il buon Ep solista “Full Moon”. Diversi piazzamenti in top 5 dopo, e con una permanenza nelle classifiche da navigata interprete dei trend e dei loro cambiamenti, la cantante di pezzi come “Noir” e “Siren” è tra le superstar più stimate nell'asfittico panorama coreano, autrice dalla spigliata vena ironica e dalla curiosa sensibilità melodica, di quelle che sanno ben fiutare i trend in circolazione ma non ne diventano mai vere schiave. Terzo Ep, con un coinvolgimento pressoché totale sul materiale pubblicato, “1/6” è lavoro che si raccorda alla vena rétro tanto in voga negli ultimi tempi, ma lo fa da una prospettiva ben più sfaccettata, volendo addirittura rock, che affianca synth e tratteggi city-pop a un approccio difforme, talvolta sinistro. Non privo di sbavature, il progetto spinge ancor più in avanti la ricerca di Sunmi.

Con i dettami cinematici della synthwave a fare nuovamente capolino in un suo singolo, “You Can't Sit With Us” prova a giocare la carta della comunicazione mainstream di peso, ma fallisce nel suo presentarsi con una melodia troppo tirata via, laddove i suoi successi maggiori vantano invece di un'articolazione ben più solida e una maturità espressiva che questo rigurgito pseudo-adolescenziale proprio non garantisce (decisamente meglio il taglio allegorico del video che potete vedere qui accanto). Un po' alla maniera di “Queendom”, l'Ep dà il meglio di sé con i restanti brani, approfondisce quelle caratteristiche che hanno fatto di Sunmi la diva obliqua del k-pop.
Meste aperture in scia alt-rock ricordano la dolorosa esperienza dell'autrice con l'omonimo disturbo della personalità: che la voce si posizioni in un registro ancora più basso rispetto al consueto, che il basso droneggi con insistenza, che la batteria scolpisca il passo a colpi dal taglio gotico non fa che amplificare il malessere, un'afflizione che solo la memoria può rievocare con simile lucidità. E se altrove il tono è più solare, è soltanto un'amara apparenza, un pianto in discoteca che comunque ha poco di rivelatorio.

Un incontrollabile desiderio di evasione, di sottrazione dai propri affanni, si riflette come uno specchio oscuro sulle tastiere briose e il chitarrismo funky della title track, appena increspata da un middle-eight in minore, che incupisce le irruente riflessioni del testo. E se “Sunny” è un momento di leggerezza che porta l'estate nel cuore del lavoro, il sospetto che tale estate rétro/city-pop sia più un desiderio non realizzato, una cartolina sbiadita di un oceano calmo, mai realmente osservato nella sua pienezza.
Resta comunque la facilità di una scrittura che sa trasferirsi anche nelle mareggiate baleariche di “Call” (un peccato per quelle tastiere così spente e compresse), e riverberarsi nei climax d'impatto di “Narcissism”, in cui la percezione di sé ha assunto fattezze indistinte, e la confusione regna sovrana. Che la costruzione prediliga tratteggi atmosferici, un'interpretazione dal soffio onirico, è solo un importante valore aggiunto.

In costante controtendenza agli standard inoffensivi di tanto pop da classifica, Sunmi scrive un altro capitolo sostanziale del suo affascinante percorso solista, scavando a fondo nelle turbolenze di un passato tutt'altro che roseo. Che la luce stavolta possa essere reale.

(04/10/2021)

  • Tracklist
  1. You Can't Sit With Us
  2. Sunny
  3. 1/6
  4. Call
  5. Narcissism
  6. Borderline


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