Sweet Crisis

Tricks On My Mind

2021 (Headline) | rock-blues, hard-rock

Ci sono voluti sei anni per realizzare un sogno, quello degli Sweet Crisis ha incontrato non poche difficoltà, tra defezioni, incidenti, e continui rinvii, ma alla fine “Tricks On My Minds” è una gustosa realtà. Non hanno mai perso fiducia e speranza, Leo Roberts (voce) e Piers Mortimer (chitarra), fino a consolidare nel 2019 l’attuale formazione con la presenza di Dom Briggs-Fish (tastiere), Matt Duduryn (basso) e Joe Taylor (batteria).
Calza a pennello per la band di Cambridge una frase di Coco Chanel," l’eleganza non consiste nell’indossare un vestito nuovo": i Sweet Crisis, infatti, abbigliano dieci potenziali hit single con i migliori tessuti blues-rock dei Free e scampoli di stoffe dei Led Zeppelin, ma anche dei meno noti Humble Pie e Bad Company. E lo fanno tenendo conto del filtro degli anni 90 di Lenny Kravitz e di quello più recente dei Black Keys o di Jack White, non senza trascurare venature soul-rock anni 70.

L’uno-due iniziale “Loosen Up”, “One Way Traffic” lascia poco spazio all’immaginazione: due potenti e scattanti brani pop-rock che abbondano di concilianti riff e di un solido groove hard-rock. Qualità che in seguito la title track condensa in poco meno di tre minuti per una potenziale hit, e che “Ain't Got Soul” invece rimodella con misurati accenni soul e glam, lasciando poi il campo al soul-rock alla Lenny Kravitz “This Guitar”.
Gli Sweet Crisis ostentano sicurezza e padronanza della materia, dimostrandosi abili nel filtrare arcaici elementi blues e gospel, senza peraltro cedere il passo nell’elaborata “Karma Will Come”, o nel rimodellarli con le più colte venature hard-rock-psych nell’ottima “Misty Haze”.

Con una tale mole di elementi sonori messi in campo, era in verità difficile non cadere in un eccessivo citazionismo. Il taglia e cuci di rock, blues e soul rischiava di arenarsi in una sterile riproposizione di vecchi cliché. L’album invece scorre con una freschezza e uno swing che convincono, pur senza far gridare al miracolo.
La band dimostra di avere le idee chiare anche quando si tuffa nel raffinato soul-rock orchestrale di “Love Me Like Sugar” o mette a fuoco un trascinante pop-rock contaminato da soul, country e gospel con “Black Magic”.
Non paghi, gli Sweet Crisis offrono in chiusura un perfetto manuale musicale per le nuove generazioni, ovvero i maestosi quasi sei minuti di “Living Life On The Edge”, un brano che oltre a esaltare le potenzialità strumentali della band, apre le porte anche a venature funk e indie-rock, rimarcandone la natura intergenerazionale.

Forti del plauso di vecchie glorie (Robert Plant e Paul Rodgers), nonché della collaborazione con musicisti di rilievo come Don Airey (Whitesnake, Deep Purple) e Sarah Brown (Stevie Wonder, Pink Floyd, Roxy Music), i cinque ragazzi inglesi entrano con forza nell'attuale e sempre più fortunato scenario classic rock. 
Energia e freschezza e una solida scrittura pop-rock tengono per fortuna lontane le ingenuità caracaturali dei Greta Van Fleet e le superficialità dei Maneskin: “Tricks On My Minds” non è l'album rivelazione dell'anno, ma solo un onesto album di pop-rock-blues che scivola via senza irritare, e di questi tempi è già abbaastanza.

(21/11/2021)

  • Tracklist
  1. Loosen Up
  2. One Way Traffic
  3. Ain't Got Soul
  4. This Guitar
  5. Karma Will Come
  6. Tricks On My Mind
  7. Misty Haze
  8. Black Magic
  9. Love Me Like Sugar
  10. Living Life On The Edge




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