Tamar Aphek

All Bets Are Off

2021 (Exag) | alt-rock, blues

Trasuda maturità e consapevolezza l’esordio solista della talentuosa cantante e chitarrista israeliana Tamar Aphek, musicista già nota per aver collaborato con Yonatan Gat e per essere stata autrice in ben due progetti a quattro mani, i Carusella con Guy Schechter e i Shoshana con Jonathan Harpak, oltra ad aver vinto un premio al Festival di Cannes per la colonna sonora della commedia drammatica del 2016 "Una settimana, un giorno".

Forte di una vocalità robusta e sensuale che rimanda sia a Nico che a K. D. Lang, supportata da due eccellenti compagni d'avventura, il bassista Uri Kutner e il batterista Yuval Garin, Tamar Aphek ha scelto gli studi della Daptone Records per registrare “All Bets Are Off”, aiutata in sede di missaggio da Daniel Schlett (War on Drugs, DIIV) e per la masterizzazione da Greg Calbi (Ramones, David Bowie).
Con un set professionalmente preparato, un curriculum tecnico di rilievo (Tamar viene dal conservatorio) e una tempra robusta (servizio militare a suon di Fugazi e Sonic Youth nelle cuffie più una laurea in giurisprudenza), l’artista affronta con sagacia e un briciolo di azzardo un album dalle molteplici sfaccettature.

Anche se la scrittura non brilla sempre per originalità, la grintosa atmosfera da jam session tiene alta l’attenzione, grazie soprattutto all’abile e furioso groove per il quale il bravo Yuval Garin scomoda sia l’eccellenza del rock John Bonham che i maestri del be-bop Max Roach e Buddy Rich.
L’esplosiva miscela ritmica è particolarmente incisiva nel nerboruto breakbeat e ossessivo motorik funk-rock ad alto tasso adrenalinico di “Crossbow”, o nella parimenti energetica “Russian Winter”. Quest'ultima è una delle esternazioni più riuscite dell’album e mette a fuoco l’imprevedibilità delle soluzioni strumentali messe in campo da Tamar Aphek.
Anche quando il ritmo resta morbidamente nelle retrovie, l’artista sfodera una sensualità degna dei Garbage (“Show Me Your Pretty Side”) e una vellutata malinconia noir che il suono dell’organo e un ritornello pernicioso ("Please don’t go") catapultano in un immaginario quasi lynchiano (“All I Know”).

Elegante e rabbioso, “All Bets Are Off” è un disco facile da amare. Il mood alla Morphine di “Drive”, il giro di valzer su accordi minimali e divagazioni alla Television dell’intrigante “Too Much Information”, la spiritualità jazz/be-bop di “Nothing Can Surprise Me” e l’irriverente versione del classico “As Time Goes By” nutrono in egual misura pregi e difetti di un'opera prima dal tono narrativo sofisticato e dissonante.
Un disco che sconcerta, diverte, stimola e gratifica l’ascoltatore con un linguaggio rock familiare ma pur sempre elettrizzante.

P.S. La copia in ascolto ha una sequenza diversa da quella ufficiale.

(12/04/2021)

  • Tracklist
  1. Russian Winter
  2. Show Me Your Pretty Side
  3. All I Know
  4. Drive
  5. Too Much Information
  6. Crossbow
  7. Beautiful Confusion
  8. Nothing Can Surprise Me
  9. As Time Goes By




Tamar Aphek on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.