Tasha

Tell Me What You Miss The Most

2021 (Father/Daughter) | folk, pop

Tasha è una giovane cantautrice di Chicago che con il secondo album, “Tell Me What You Miss The Most”, si conferma come una delle artiste folk-pop più promettenti della scena musicale d’oltreoceano.
Le sue canzoni sono dolci, nostalgiche, evocative e mostrano la sua bravura nel cogliere quei piccoli dettagli che costituiscono l’essenza stessa di un rapporto sentimentale. Soprattutto quando avviene una separazione. Quei piccoli momenti di intimità, quelle calde notti di agosto passate insieme, l'acqua fresca intorno alle gambe durante una gita al lago sono le cose che, secondo lei, ci mancano maggiormente quando le relazioni che le hanno innescate non ci sono più.

L’album presenta una struttura circolare, cominciando e finendo con lei sotto le coperte a cantare due canzoni dal titolo quasi identico: “Bed Song 1” e “Bed Song 2”. Entrambe si strutturano sulla base di pochi accordi: la prima è arricchita dal violino di Macie Stewart, la seconda dalle abilità nel fingerpicking dell’autrice. Nonostante le somiglianze, il punto di arrivo è in realtà molto diverso da quello di partenza. “Tell Me What You Miss The Most” si potrebbe infatti intendere come una sorta di viaggio emotivo che la cantante compie dopo la separazione dal partner, passando dall’incredulità iniziale alla piena accettazione dell’evento.
Se nella prima traccia, infatti, rimane ancorata al suo letto pensando con nostalgia al passato, nell’ultimo brano, pur non cambiando location, riesce a trovare i lati positivi della sua condizione, rendendosi conto come sia dolce certe volte restare soli semplicemente a oziare (I've forgotten what loneliness allows/ Brings a sweetness near, only I can rouse).
Prima di arrivare a questa consapevolezza ci accompagna verso tutti gli stati di animo che l’hanno attraversata. Si passa dall’atmosfera sognante di “Perfect Wife”, in cui immagina come sarebbe stata felice in un’ipotetica vita coniugale, a quella di rimpianto e dispiacere di “Dream Still” o “Lake Superior”. Finalmente trova la forza di lasciare andare quello che non potrà più tornare in “Years From Now” e immagina una vita futura con fiducia. A rincuorarla trova anche un coro che le dichiara che adesso è più luminosa che mai: “Tasha, you're brighter than you've ever been”.

Le canzoni di Tasha sono minimali ma mai prevedibili. Rispetto all’album di esordio, il suono appare più pulito e gli arrangiamenti funzionano meglio. Merito anche del co-produttore (insieme a lei stessa) Eric Littman che ha curato il mixaggio di tutto l’album, oltre a suonare il basso in ogni brano. Una menzione a parte merita anche la batteria di Ashley Guerrero, che con i suoi crescendo e decrescendo soffusi si inserisce perfettamente nello stile della giovane songwriter. Ciò è particolarmente vero in “Sorry Not Enough”, dove la band segue l’artista nelle sue delicatissime variazioni di tonalità e, anche se per pochi momenti, le percussioni prendono il sopravvento con un intrigante effetto di piatti che si schiantano.
Ad ogni modo il punto di forza dell’album è senza dubbio la voce di Tasha. È quasi impossibile non avere voglia di ballare nella coinvolgente “Perfect Wife”, nella quale con la sua abilità ci trascina in un’atmosfera soave accompagnata da flauti gioiosi e da una batteria ritmata. Il canto resta sempre intimo, coinvolgente e ipnotico anche quando ad affiancarla c’è prevalentemente solo il suono della chitarra, che pizzica con destrezza e velocità in “Burton Island” o quasi impercettibilmente in “History” e in “Years From Now”dove, tuttavia, dialoga meglio con il resto della band.

Resta però ancora la sensazione che qualcosa vada migliorato. Probabilmente le vibrazioni della sua musica si addicono maggiormente a esibizioni in piccoli ambienti dove Tasha possa trovarsi nelle condizioni di creare un rapporto di connessione più intimo con il suo pubblico. D’altronde, lo stile è molto essenziale, più votato all’introspezione. Anche nei testi ricorrono spesso immagini dell'autrice assorta nei pensieri o semplicemente da sola a fantasticare. Il fatto che abbia acquisito maggiore consapevolezzza delle sue attitudini è un aspetto positivo. Da questo punto di vista, il nuovo lavoro appare molto convincente ed è possibile individuare uno stile univoco in tutti i brani. D’altra parte, a volte sembra affidarsi troppo alle sue doti canore e usare la musica solo come un piacevole accompagnamento.
Di questo album rimangono comunque impresse nella memoria alcune canzoni e la piacevole sensazione di aver passato del tempo in buona compagnia.

(27/12/2021)

  • Tracklist
  1. Bed Song 1
  2. History
  3. Perfect Wife
  4. Sorry's Not Enough
  5. Love Interlude
  6. Dream Still
  7. Burton Island
  8. Lake Superior
  9. Year From Now
  10. Bed Song 2




su OndaRock
Tasha on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.