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The Comeback Special

2021 (earMUSIC/Cinčola) | alt-pop

Matt Johnson è una delle figure più schive ed enigmatiche della scena post-punk britannica, ma allo stesso tempo anche una delle più intelligenti e sottovalutate, capace di fondere impegno politico, denuncia e genio creativo in un art-blues esistenzialista arguto e dissacrante. Non ha mai amato troppo la luce dei riflettori, questione di carattere, così nel corso degli anni si è concesso dei silenzi molto lunghi. Sarà anche per questo che ora il ritorno con “The Comeback Special” fa ancora più rumore: si tratta della registrazione di un concerto tenuto il 5 giugno 2018 presso la Royal Albert Hall di Londra, dove per la prima volta dopo sedici anni (se si eccettuano un paio di warm-up nelle Midlands e l'Heartland Festival di Kvaerndrup in Danimarca) la band è tornata finalmente a suonare dal vivo.

Nei quartieri East della capitale inglese, Johnson c'era cresciuto assieme ai suoi tre fratelli, Eugene, Gerard ed Andrew, ciascuno dei quali ha giocato un ruolo differente ma altrettanto significativo nelle sue scelte. Il minore Eugene morì nel 1989 a soli 24 anni, e a lui Matt dedicò il documentario “The Inertia Variations”, girato insieme a Johanna St.Michaels. Per Gerard, film-maker, ha composto invece le colonne sonore delle pellicole “Tony” e “Hyaena”, mentre il maggiore dei tre Andrew “Andy Dog” aveva dato anch'egli un notevole contributo alla causa dei The The disegnando loro la maggior parte delle copertine storiche. Andy è scomparso nel 2016 per un terribile male, ma ha lasciato un segno anche su questo “The Comeback Special”, visto che parte della cover-art comprende alcuni suoi schizzetti rimasti incompiuti.

In scaletta, il meglio di una fusion eclettica e in quarantennale evoluzione, a cominciare da “Global Eyes”, tratta da quel “NakedSelf” del 2000 che si può considerare a tutti gli effetti l'ultimo vero album di inediti a firma The The. Il video del singolo di lancio “Sweet Bird Of Truth” è diretto dal regista-guru della new wave Tim Pope, che ha curato pure il resto delle riprese: la Royal Albert Hall ha ospitato in tutto tre serate, replicate poi alla Brixton Academy e al Teatro Troxy in Commercial Road, dove lo scorso 1° ottobre è stato proiettato in anteprima mondiale il Dvd del concerto, prodotto congiuntamente da earMusic e Cinèola (etichetta di proprietà del cantante).

“Poliedrico” è un aggettivo di cui si abusa spesso, mai come in questo caso però il repertorio è multiforme, intrigante, completo e sfaccettato, sia da un punto di vista stilistico che sonoro, con testi densi e mai banali.
L'inno unplugged “The Beat(en) Generation” in questa versione risulta ancor più trascinante dell'originale, mentre “I've Been Waiting For Tomorrow (All My Life)” e “Uncertain Smile” riportano indietro le lancette del tempo a quel lontano 1983, quando “Soul Mining” aveva rivelato al mondo come il synth-pop potesse colorarsi di venature soul, funky, jazz o psichedeliche senza per questo tradire la sua natura ballabile. Altro tuffo al cuore il soul-rock seducente dei due gioiellini “Slow Emotion Replay” e “Love Is Stronger Than Death”, che catapultano l'ascoltatore invece negli anni Novanta e a quel “Dusk”, che è forse l'album più crepuscolare e maturo mai scritto da Matt Johnson (non a caso sceglie di includerlo nella tracklist quasi per intero, sono presenti infatti anche “This Is The Night”, “Helpline Operator”, “Lonely Planet”, “True Happiness This Way Lies” e “Dogs Of Lust”).

Nel mezzo di quel decennio d'oro c'erano state le invettive di “Infected” e “Mind Bomb”, qui rappresentati egregiamente da ”Heartland” (a dire dell'artista, il brano migliore in assoluto dei The The) e “Armageddon Days Are Here (Again)”, due inequivocabili sferzate contro lo scadimento della società occidentale.
Da segnalare infine alcune curiosità: “Flesh And bones” è una chicca ripescata da una vecchia compilation della Some Bizzare, “Bugle Boy” e “(Like A Sun) Rising Thru My Garden”, invece, sono tratte entrambe dall'album d’esordio “Burning Blue Soul” (in cui lo sbarbatello ventenne si firmava ancora Matt Johnson),  mentre “We Can't Stop What's Coming” era stata composta nel 2017 con l'amico (e collaboratore di lunga data) Johnny Marr e aveva sancito il rientro in studio dopo un break durato quasi quindici anni.

La voce è ancora calda e profonda ma quando vuole sa graffiare, così come quella dannata armonica: “The Comeback Special” è un ritorno imperdibile, di classe e sostanza, altro che operazione revival per nostalgici... Chi sceglie la succulenta ArtBook Edition ci troverà dentro anche un libretto di 136 pagine con foto dietro le quinte, testi, un documentario e una conversazione a lume di candela tra Tim Pope e Matt Johnson. In un'intervista recente, il cantante aveva scherzato sul fatto che in quei sedici anni i Beatles ci avrebbero potuto costruire almeno due carriere e mezza, noi ci saremmo accontentati di una sola, ma per intero, dei The The. Peccato solo per la lunga pausa e per tutto quel tempo sprecato. Chissà quanto altro avrebbero avuto ancora da raccontare...

(07/10/2021)

  • Tracklist
  1. Global Eyes
  2. Sweet Bird Of Truth
  3. Flesh And Bones
  4. Heartland
  5. The Beat(en) Generation
  6. Armageddon Dayd Are Here (again)
  7. A Long Hard Lazy Apprenticeship
  8. We Can't Stop What's Coming
  9. Phantom Walls
  10. Love Is Stronger Than Death
  11. Dogs Of Lust
  12. Helpline Operator
  13. This Is The Night
  14. This Is The Day
  15. Soul Catcher
  16. Bugle Boy
  17. Beyond love
  18. Slow Emotion Replay
  19. (Like A Sun) Rising Through My Garden
  20. Infected
  21. I've Been Waiting For Tomorrow (All My Life)
  22. True Happiness (This Way Lies)
  23. Uncertain Smile
  24. Lonely Planet
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