Volbeat

Servant Of The Mind

2021 (Universal Music) | heavy metal

Un ventennale del nuovo millennio, quello della formazione danese dei Volbeat, che dal 2001 propone ancora uno sviluppo sempre più potente dell'iniziale e piacevole formula rock'n'roll + metal. L'estensione vocale e il timbro da crooner del leader Michel Poulsen è il bonus che lascia indietro i tanti altri emuli della band danese. Nonostante gli ultimi cambi di formazione, è Poulsen a dettare la linea.

Di certo in 10 anni la proposta doveva essere aggiornata per non diventare la fotocopia di sé stessi. Invece il percorso di rilettura efficace dei pilastri del rock e talvolta del folk è stato abbandonato per tanti pezzi originali che vogliono occupare un posto tra le prime posizioni delle radio rock americane ed europee. Cosa che sta riuscendo, a guardare le partecipazioni nei festival di tutto il mondo, a scapito però dell'originalità.
Paradossalmente in questo disco l'apripista anche in programmi tv e non solo è "Wait A Minute My Girl", singolo spensierato che porta la band in cima alla Billboard Mainstream Rock. Il rock di Jerry Lee Lewis è il piede di porco per scardinare le chart, poi il resto del disco parla di altro. Piacevole e radiofonica anche "Dagen Før". Il resto delle tracce esplora tante ricette heavy metal.
Gli altri pezzi non lasciano granché, riff tanto energetici quanto dimenticabili.

In chiusura troviamo "Lasse's Birgitta", una storia di streghe mandate al rogo, che ritira fuori le campane di "For Whom The Bell Tolls". Che i Metallica siano la prima ispirazione non è niente di nuovo (si calcava la mano anche su "The Sacred Stones"). Ma in un tempo non troppo lontano i nostri avevano percorso una loro strada molto più affascinante. L'estremizzazione degli standard del rock, del blues e del country, un esperimento che aveva dato i suoi frutti con "I'm so Lonesome I Could Cry" di Hank Williams. Potevano essere la versione metal dei Me First and the Gimmie Gimmies, side project dei NOFX e non solo.

Nell'edizione deluxe ci sono due cover come "Return To None" dei Wolfbrigade e la più intrigante "Domino" nella versione dei Cramps, anche se la paternità è di Roy Orbison. Chissà che l'ispirazione del creepy punk rock non possa ispirare una svolta ancora più originale dei danesi.

(24/12/2021)

  • Tracklist
  1. Temple of Ekur
  2. Wait A Minute My Girl
  3. The Sacred Stones
  4. Shotgun Blues
  5. The Devil Rages On
  6. Say No More
  7. Heaven’s Descent
  8. Dagen Før (feat. Stine Bramsen)
  9. The Passenger
  10. Step Into Light
  11. Becoming
  12. Mindlock
  13. Lasse’s Birgitta




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