Writhing Squares

Chart For The Solution

2021 (Trouble In Mind) | psych-rock, kraut-rock, experimental

Con l’album “Out Of The Ether” (2019), i Writhing Squares erano stati in grado di combinare con perizia l'intensità granulosa degli Stooges con le atmosfere interstellari degli Hawkwind, proiettando la proposta musicale ben oltre la risicata strumentazione utilizzata per le proprie registrazioni. Armati di poco più che basso, sassofono, alcuni sintetizzatori e spartane drum machine, Kevin Nickles e Daniel Provenzano avevano realizzato incontenibili brani di ruvido punk speziato di fragranze psichedeliche.
 
Il terzo e nuovo lavoro discografico intitolato “Chart For The Solution” vede il duo di Philadelphia ampliare il proprio raggio d’azione lungo undici tracce dall’approccio à-la Suicide, forgiate da spigolosi riff di basso, primitivi ritmi stillati dalle drum machine ed esplosioni di sax, synth e altre sorgenti sonore di ardua catalogazione.
Tuttavia, a differenza degli album precedenti, i brani inseriti in scaletta si estendono su terreni più dilatati e pronti a sfruttare lo spazio concesso da ogni impulso creativo, per esplorare il clima di tensione, di calma o ignoto che Nickles e Provenzano hanno ideato per la circostanza. I sentori di psichedelia, punk e new wave sono punteggiati da divagazioni motorik, per sfociare talvolta nello space-rock, finanche nel prog-rock più aggressivo.
 
La nervosa e abrasiva "Geisterwaltz" non ha fretta d’esaurire tutta la potenza sprigionata, poiché la band si sposta continuamente da fraseggi ringhianti a intermezzi di sax liberi di aizzarsi fuori da ogni schema. L’inviolata sequenza synthwave su cui è congegnata l’opener "Rogue Moon" insiste anche dopo la confluenza su sonorità più fluide, variando i tempi e le tonalità di un arrangiamento ammorbidito dall'inclusione di flauti, archi e ulteriori inserti sintetici: un lungo e provocante viaggio caleidoscopico.
Il fulcro dell’album è certamente "The Pillars", una saga di quasi 19 minuti sviluppata su un incipit scorbutico, ispirato da solchi kraut-rock e clangori industrial, prima che si stabilizzi sotto le pendici di una valle di rumori astratti.
 
Il disco è stato assemblato con materiale registrato nel corso di cinque anni, tra il 2015 e il 2020. Le variazioni umorali e stilistiche tra i vari lassi temporali sono ben evidenti se si raffronta il lo-fi di "The Library" e la demarcazione accurata di cui è composta la pirotecnica "Ganymede", con i patch a bassa energia di “A Chorus Of Electrons" e “The Abyss Is Never Brighter” o il blues alieno in 4/4 di "NFU", tagliata dai fragorosi incisi dell’armonica di Dan Balcer (Sparrow Steeple).
Il tumultuoso percorso giunge logicamente al classico "Epilogue", scatenata tappa finale impreziosita dall’ospitata di John Schoemaker alla batteria e Alex Ward all'organo fusion, aggiuntisi allo sfrenato Nickles che, senza alcun indugio, si dimena tra roventi trame dell'onnipresente sax e flauto; perfetta conclusione per il lavoro più ambizioso finora pubblicato dai Writhing Squares, formidabili nel prolungare i loro suoni spumeggianti senza far scemare qualità e intensità, dirigendo verso contesti da loro mai esplorati in precedenza.

(02/04/2021)

  • Tracklist
  1. Rogue Moon
  2. Geisterwaltz
  3. Ganymede
  4. The Abyss Is Never Brighter
  5. A Chorus Of Electrons
  6. The Library
  7. NFU
  8. The Pillars
  9. North Side Of The Sky
  10. Resurrect Dead On Planet Whatever
  11. Epilogue


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