zYp

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2021 (DEWREC) | rock

Mi piace pensare che ci sia mare fra queste barriere, queste ciminiere, fra montagne di plastica, asfalto e aria inquinata

La periferia è un posto strano: i palazzi diventano alberi di cemento, l’uomo si impossessa totalmente degli spazi che un tempo erano della natura, li trasforma, li deturpa, li sfrutta. Non c’è logica se non quella produttiva, lavorativa, alienante. Ed è proprio in questo ambiente che prende vita la musica degli zYp. Vitto (voce/chitarra), Gabri (chitarra/voce), Lory (basso) e Fede (batteria), quattro ragazzi che vivono in simbiosi non solo la musica ma anche il resto della vita. Si conoscono nel 2012, a Barriera di Milano, un quartiere di Torino storicamente sorto come borgo proletario e operaio. Con il primo e omonimo Lp continuano a fare i conti con le loro radici, allargando però lo sguardo anche al resto del mondo, sfatto e massacrato, con cui dobbiamo confrontarci ogni giorno.

Un viaggio che si apre sulle chitarre piuttosto incazzate di “Comincia”, distorta e creepy, potente, un’esplosione esaltante dal retrogusto punk. Più contenuta la seguente “Rettile”, che ci conduce per mano a “Desertica”, con cui si cambia registro. Qui il sound è più rilassato, lineare, quasi a volersi rassegnare alle montagne di plastica, asfalto e aria inquinata che vengono cantate col l'amaro in bocca.

“Sono solo polvere/ sulla superficie in questo spazio interminabile/ nonostante il mondo cambi intorno a me/ nonostante mi chieda spesso perché/ nonostante non provi niente sì, sono colpevole”. Si rallenta ancora di più con “Polvere”, per un momento di autoriflessione in cui la musica è solo un sottofondo a un flusso di coscienza che continua in “Sintomi”: incertezze, vacuità, il male e il bene nell’inconsistenza di un amore che non si può afferrare.
Groove trascinante in “LTCMDT”, mentre “Le fabbriche”, che ci fa tornare per un momento alla periferia, conduce verso la conclusione del disco. “Sole fermo” è la traccia più interessante del lavoro. Dopo una intro strumentale parte la contrapposizione tra luce e buio, con una serie di sfumature ombrose sia a livello musicale che testuale. Un crescendo surreale, pieno di speranza e con una forte spinta alla vita. “Blu” chiude le danze: un pezzo catchy che però non vuole rinunciare a una vena malinconica, il velo fil rouge di tutto l’Lp.

In “zYp” ci sono momenti "up" e momenti "down", squarci di luce profondi e blackout durissimi, forza e potenza ma anche debolezza e stanchezza, allegria e tristezza, prese di coscienza e manifesti, dura sopravvivenza in un mondo che ormai è completamente a pezzi, e in cui a volte, per necessità, semplicemente ci trasciniamo.

(27/04/2021)

  • Tracklist
  1. Comincia
  2. Rettile
  3. Desertica
  4. Polvere
  5. Sintomi
  6. Chiedilo a lei
  7. LTCMDT
  8. Usami
  9. Le fabbriche
  10. Sole fermo
  11. Blu






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