Alex Smalley & Lucia Adam

Patterns

2022 (Hush Hush) | ambient, elettronica

Quanto bisogna aspettare prima che la musica raggiunga la sua forma compiuta, sempre che ne esista una? Rebus di non facile soluzione, cui tenta di rispondere “Patterns” con sette tracce in continuo mutamento. Alex Smalley in questi anni si è fatto largo all'interno del circuito drone britannico costruendosi una discreta credibilità, prima assieme a Svitlana Samoylenko dietro al moniker Olan Mill, quindi come mente dei Pausal al fianco dell'amico Simon Bainton, con cui si è esibito in Europa a supporto di Mountains, Stars Of The Lid, Greg Haines e Chihei Hatakeyama. Lucia Adam invece è una pianista moldava di impostazione classica, che ormai da tempo vive e lavora in Germania, a Weimar. Il loro incontro risale al 2017, quando Smalley scelse di abbandonare l'Hampshire per trasferirsi in pianta stabile, con la propria famiglia, anch'egli nella cittadina della Turingia. In seguito, i due hanno deciso di unire le forze per dar vita a un progetto altamente evocativo, che nasce da personalità estremamente diverse.

Il materiale che costituisce l'ossatura di questo “Patterns” non è però del tutto inedito, si tratta difatti per lo più di rivisitazioni di tracce composte nel 2019 e già diffuse da Fluid Audio tramite un Cd-Rom a tiratura limitata dal titolo “Gaya”. Allora si facevano chiamare "Ilm", adesso hanno scelto semplicemente i loro veri nomi per firmare un disco la cui genesi ha subito diverse evoluzioni prima di giungere alla definitiva stesura. Coni d'ombra, percezioni alterate e visioni irregolari: siamo nei territori oscuri e sfuggenti dell'ambient moderna, e come per molti dei loro colleghi, la semi-reclusione dovuta alla pandemia si è trasformata in un laboratorio di idee con finestra sul cosmo, dove i suoni vengono analizzati e ristrutturati da ogni possibile angolatura.

Il primo brano in scaletta, “Tides”, rispecchia la spiritualità libera di Smalley, l'amore per la natura e la necessità atavica di connessione con gli elementi, con note che evaporano su delicati paesaggi battuti dal vento, mentre l'ermetica “As Above As Below” introduce i rintocchi a suggerire un tenero senso di beatitudine, in origine si mantenevano su tonalità cupe ma dopo un ascetico quanto illuminante viaggio in Myanmar sono state rimodellate in chiave ottimista.
L'universo non smette di espandersi, “Wave Shapes” è il caos che genera l'ordine, “Violet Fields” la speranza del risveglio e la meraviglia della fioritura, “Growing Layers” punteggia accordi su schemi atipici. Da ascoltare anche “Gaia” e la graziosa “Eclipse”, dove Alex dipinge strati a flusso libero su cui Lucia ricama impercettibili voli di piano eterei e sognanti. Nel complesso, un ottimo collage esistenziale, evanescente e illusorio come l'arte della creazione.

(15/09/2022)

  • Tracklist
  1. Tides
  2. As Above So Below
  3. Wave Shapes
  4. Growing Layers
  5. Gaia
  6. Violet Fields
  7. Eclipse
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