Automotion

Ecstatic Oscillations Ep

2022 (Autolabel) | post-punk, post-rock

“Non canterò come mio padre Liam”: così diceva nel 2017 Lennon Gallagher, maggiore dei figli dell’ex-frontman degli Oasis. Chi l'avrebbe mai detto che dal padre avesse ereditato, oltre alla passione per la musica, anche la tendenza a ritornare spesso sui propri passi e stravolgere il suo punto di vista. Anche se, a ben guardare (o meglio, ascoltare), un fondo di verità in quell’affermazione c’è ancora, perché la strada musicale intrapresa da Lennon e Jesse Hitchman, voci e chitarre del progetto Automotion, insieme al batterista Otis Eatwell-Hurst e al bassista Luke Chin-Joseph, è tutto fuorché compatibile con quella pop-rock anthemica adottata da sempre dalla rockstar mancuniana.

 

“Ecstatic Oscillations” è il secondo breve Ep di prova, arrivato a poco più di un anno di distanza dal buon “In Motion”, con cui il gruppo aveva messo sul tavolo i primi propositi e mostrato quale direzione intendesse seguire, ovvero quella dell’ondata tra post-punk e post-rock guitar-driven, attirando l’attenzione della critica specializzata. Parte della band frequenta attualmente l’accademia di belle arti, ne conseguono numerose influenze in molteplici campi, a cominciare dall’arte concettuale di Marcel Duchamp e le composizioni di John Cage, passando per la matrice letteraria di Bukowski e William S. Burroughs, le sonorità kraut-rock, in primis la corrente motorik dei Neu!, l’art-rock e lo stile chitarristico di Robert Fripp.

Si parte con i riff meccanici di “Dithyramb”, il cui titolo fa riferimento a un canto corale che nell’antica Grecia veniva eseguito in onore del dio Dioniso, diviso idealmente in una prima jam strumentale e una seconda parte dominata da uno spoken word, modalità molto usata da gruppi come Dry Cleaning, Courting, Shame e soci, per poi cedere il passo alla notturna “Desire”, caratterizzata dall’intreccio di voci di Gallagher e Hitchman, alternato più volte a spazi dedicati ai guitar riff, chiusa con un breve intermezzo parlato e una reprise dominata da chitarre effettate.
È poi la volta della composizione solo strumentale “Shimmer”, tra post-rock placido e ombre ed evoluzioni progressive, ma a spiccare maggiormente è la conclusiva e aspra “The Dicethrow”, nella quale a farla da padroni sono i continui cambi di passo in direzione math-rock.

 

Prosecuzione coerente del sentiero tracciato in precedenza, forse un po’ più dedito ad esercizi di stile e meno sorprendente, “Ecstatic Oscillations” rappresenta un nuovo tassello di quello che con grande probabilità si appresta a essere un percorso decisamente lungo per il quartetto, fatto di brevi pubblicazioni e live in club, piccoli festival e in qualità di spalla (tra i nomi recenti che hanno supportato vi sono gli Spector e si aggiungeranno tra poco i neodebuttanti The Lounge Society), prima di riuscire a vedere l’ombra di un primo long-playing, intorno al quale non tarderanno a crearsi una discreta attesa e parecchia curiosità.

(27/09/2022)

  • Tracklist
  1. Dithyramb
  2. Desire
  3. Shimmer
  4. The Dicethrow


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