Barrie

Barbara

2022 (Winspear) | dream-pop

Al primo contatto con la musica della band americana Barrie ho avuto la sensazione di trovarmi al cospetto del corrispettivo contemporaneo dei Let's Active. L'idea di base era infatti la stessa: un produttore - nei Let's Active Mitch Easter, nelle Barrie Barrie Lindsay - e un gruppo di giovani musicisti alle prese con le sotterranee e coeve vibrazioni folk e indie-pop.
Qualcosa non è andato nel verso giusto. Nonostante le premesse e la buona accoglienza critica, "Happy To Be Here" non ha raccolto il successo sperato. Nello stesso tempo la band si è sgretolata lasciandone le sorti nelle mani della sola Lindsay. Pur non nutrendo molte speranze nel prosieguo del progetto, ho accolto con curiosità la notizia di un ritorno discografico del nome Barrie, ora corrispondente alla sola figura della produttrice e autrice Barrie Lindsay.

"Barbara" rappresenta uno step molto importante per la musicista americana, che negli ultimi tre anni è stata preda di sentimenti contrastanti. La notizia della grave malattia del padre - un tumore ai polmoni - l'ha spinta a ritornare a casa, nel Maine, nel frattempo l'incontro con Gabby Smith (Gabby's World) si è trasformato in affetto. Registrate durante la permanenza nella casa dei genitori, le undici canzoni mettono a nudo la personalità della musicista e consolidano la storia d'amore tra Barrie e Gabby, convolate recentemente a nozze e sempre più legate anche dal punto di vista artistico: Gabby Smith è non solo presente come vocalist, ma anche come produttrice esecutiva dell'album.

La svolta stilistica di "Barbara" è racchiusa nella più articolata rifinitura delle sonorità e nella scrittura decisamente più ispirata e intima. Pur restando in un ambito dream-pop, le canzoni sono cesellate con una strumentazione più ricca e non del tutto convenzionale. Arpa, dulcimer, flauto, mandolino, clarinetto, violoncello e tromba dialogano con synth, drum machine, chitarre elettriche e basso: l'effetto è piacevolmente straniante. Ed è in particolare nell'esuberante cacofonia in chiave folktronica di "Dig" che tanta audacia trova la perfetta chiosa: percussioni afro intrecciano atmosfere ambient/dream-pop che anticipano un groviglio etno-folk dalle molteplici sfaccettature.

Lindsay ha dichiarato di aver ascoltato poca musica altrui, ma nello stesso tempo cita Jimmy Webb e la sua "Wichita Lineman" nelle note club-dance di "Frankie", e tradisce una lieve influenza della poetica di Adrianne Lenker nell'amabile strimpellio di chitarre di "Jenny".
Ma è quando la musica si fa più urgente e pulsante che Barrie esprime le migliori intuizioni. Accade quando synth e drum machine vengono a sostegno dell'atmosfera sospesa di "Concrete" o delle oniriche trame di "Harp 2", che varca i confini del dream-pop per lambire suggestioni figlie dei Cocteau Twins.

Con il nuovo album, Barrie Linsay perfeziona non solo la scrittura - l'irruenza di "Jersey" - ma anche la tavolozza dei colori - le trame elettro-dub di "Basketball" - per un insieme di dream-folk ed elettronica che funziona su più livelli percettivi, come nelle sfumature di dulcimer e lap steel su "Bully".
"Barbara" è per la musicista e produttrice americana l'album della consapevolezza e dell'autodeterminazione (il delicato e simbolico video di "Quarry"), un disco che ha la freschezza di un esordio e la maturità di chi ha alle spalle un lungo percorso artistico. Senza dubbio la strada è ancora in salita, ma le premesse ora sono più confortanti e stimolanti.

(19/04/2022)

  • Tracklist
  1. Jersey
  2. Frankie
  3. Jenny
  4. Concrete
  5. Dig
  6. Bully
  7. Harp 2 (Int.)
  8. Harp 2
  9. Quarry
  10. Basketball
  11. Bloodline




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