Bodega

Broken Equipment

2022 (What's Your Rupture?) | alt-rock, post-punk

Sostenuto da un discreto hype nel circuito “alternative”, “Broken Equipment” è il secondo album dei Bodega, band che trae ispirazione dalle forme di sghembo alt-rock e sano rumorismo indie che da qualche decennio caratterizza parte del naturale mix sonoro di New York City. Il quintetto, di stanza a Brooklyn, oltre al promettente esordio “Endless Scroll” (prodotto nel 2018 da Austin Brown dei Parquet Courts) ha fin qui consolidato la propria reputazione underground anche grazie al contributo dell’Ep “Shiny New Model” e a un affilato disco dal vivo, “Witness Scroll”, perfetti per colmare il vuoto che ha condotto alle dodici tracce di “Broken Equipment”, concepite per gran parte durante il periodo di lockdown.

La band oggi ha individuato una direzione più chiara rispetto alla più spezzettata ma anche piacevolmente imprevedibile opera prima. Il sound della Big Apple si manifesta in maniera inequivocabile sin dall’azzeccata accoppiata iniziale: bastano “Thrown” e “Doers” per venire sopraffatti da un mood che fonde sensazioni post-punk a un’attitudine indie vagamente slacker. L’alternanza della voce maschile e femminile, il modo di calibrare le chitarre e l’organizzazione di alcune linee vocali sono elementi che non intendono celare i Sonic Youth come essenziale punto di riferimento. Ma il basso pulsante, la grande attenzione per gli aspetti melodici e la propensione per i groove contagiosi allargano lo spettro dei riferimenti al colorato pop dei B 52’s, alla no wave imbevuta nel funk dei primi Bush Tetras e a certi simpatici intellettualismi dei Talking Heads.

A tratti i suoni vengono ammorbiditi, con l’evidente intenzione di intercettare l’appeal buono per le classifiche (“Pillar On The Bridge Of You”), altre volte si punta sull’irresistibile cazzeggio che crea l’efficace inno underground “Statuette On The Console”, scritto con i Pixies in testa ed edito in nove lingue diverse, italiano compreso, in un Ep separato.
I Bodega non alzano mai il piedino dall’acceleratore, eccetto che nella conclusiva “After Jane”, brano dall’anima folk che si apre a lievi screziature elettriche. Poi resta soltanto il rumore del mare che si infrange sulla battigia, forse dalle parti di Coney Island…

(15/03/2022)

  • Tracklist
  1. Thrown
  2. Doers
  3. Territorial
  4. NYC (Disambiguation)
  5. Statuette On The Console
  6. C.I.R.P.
  7. Pillar On The Bridge Of You
  8. How Can I Help Ya?
  9. No Blade Of Grass
  10. All Past Lovers
  11. Seneca The Stoic
  12. After Jane








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