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Violet Opposition

2022 (n5md) | dream-ambient

Esistono delle invarianti nella vasta produzione di Brock Van Wey, facilmente individuabili per chi ne segue con costanza lo sviluppo prolifico. Innanzitutto l'acquisita tendenza a plasmare flussi particolarmente estesi, la capacità di creare rapporti consolidati con alcune etichette - tra le quali la nostrana Glacial Movements - e la costante commistione di scansioni ritmiche e atmosfere rarefatte. E poi c'è l'attitudine a mirare dritto al cuore, quella necessità di disegnare paesaggi profondamente emozionali che rendono la sua declinazione del verbo eniano sempre riconoscibile.

"Violet Opposition" - album numero quarantaquattro, settimo per la n5md di Oakland che nel 2020 aveva curato il buon "Wrath & Apathy" - si mantiene fedele, almeno in parte, a queste linee guida, proponendo una nuova deriva ambient i cui quattro capitoli sfiorano gli ottanta minuti. Stratificazioni di synth, linee melodiche che prediligono l'uso degli archi e scie vocali più o meno diluite sono ancora la materia di base, ma la loro combinazione trova adesso una formulazione parzialmente inedita. L'accumulo di modulazioni, la loro crescente sovrapposizione, totalmente scevra da strutture pulsanti, viene percorsa da screziature taglienti che rendono le tracce ruvide, sempre intrise di quella malinconia dolente tipica dell'universo bvdub, ma a tratti respingenti. La grana spessa e il pesante filtraggio delle voci trasformano i vapori ottundenti in cui siamo abituati a rimanere impigliati in cattedrali sintetiche, pervase da quel giallo-viola accecante riprodotto sulla grafica del vinile.

A partire da "Divinity At Dusk" quel che ci investe è una marea densa, una tormenta emotiva asfissiante, che si scioglie occasionalmente lungo ciascuno dei quattro capitoli per concedere sprazzi di quiete prima di venire nuovamente travolti. L'artigianato sonoro è sempre di buon livello, ma qui qualcosa a volte si inceppa, quando il contrasto diventa violento non concedendo alcun accesso alle stratificazioni di layer, relegando chi è abituato a essere protagonista al ruolo di spettatore inerme. Sono frangenti, piccoli passaggi a vuoto rilevabili soltanto perché Van Wey - fortunatamente - non se li è fin qui quasi mai concessi.

(29/04/2022)

  • Tracklist
  1. Divinity at Dusk
  2. Hercales Before the Fall
  3. Scarlet in Mourning
  4. Northern Stars in Jade
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