Crack Cloud

Tough Baby

2022 (Meat Machine) | art-punk, dance-punk

Be amazed at how good you can feel afterwards
After you express what- what's been bugging you or
A great event in your life
Anger, an excellent way to let your anger out
Put it all on paper

Culmina con un invito a mettere su carta le proprie emozioni l’introduzione del secondo album in studio del progetto di Vancouver guidato da Zachary Choy: “Danny's Message” racchiude frammenti di una lettera motivazionale, eredità del padre del cantante, scomparso prematuramente, e funge da manifesto di quella che è la strada intrapresa dai Crack Cloud, nati come self-help group per uscire dal tunnel delle dipendenze e divenuti un collettivo artistico e musicale.

 

In “Tough Baby” torna il tema della salute mentale già affrontato nel viscerale “Pain Olympics”, al quale si aggiungono quelli di resilienza e guarigione, mentre le influenze stilistiche, oltre al consueto trittico Fela Kuti, Gang Of Four e Talking Heads, includono alcuni rimandi a “Freaks”, opera più oscura, turbolenta e divisoria dei Pulp di Jarvis Cocker, parzialmente individuabili in “The Politician”, traccia di spicco dalla bassline incalzante.
Non solo post-punk scuro, ma anche trame industrial hip-hop, come quelle di “Please Yourself”, caratterizzata da una lunga coda di piano e un fugace cameo di Mac DeMarco all’inizio del video ufficiale, nella quale l’arte diviene un mezzo fondamentale di guarigione e scoperta, e dei sarcastici flussi di coscienza della preghiera “Afterthought (Sukhi's Prayer)”, arricchita da dettagli gospel e pop.

I nervi a fior di pelle dell’aspra e disturbante “Virtuous Industry” viaggiano tra breakbeat ed echi new wave, così come “115 At Night”, che rallenta e mantiene la struttura poliritmica, costituita da guitar riff e sample vorticosi. A risaltare tra i repentini cambi di passo di “Tough Baby” e nella migliore “Costly Engineered Illusion” è la sezione fiati, il cui andamento trae spunto da collage di matrice jazz e highlife, mentre “Criminal” sposta l’attenzione verso influenze post-rock con un graduale crescendo, sostenuto da percussioni martellanti, dilungandosi eccessivamente, e la schizofrenica “Crackin Up” chiude il cerchio, riprendendo una frase della registrazione ascoltata nella traccia introduttiva.

 

I brani di “Tough Baby” appaiono molto distanti e slegati l’uno dall’altro, data la maggior spinta verso confini free-form e la grande varietà di generi musicali che incorporano, e tale dettaglio, unito alla conseguente difficoltà di individuazione di punti focali, conferisce al disco un minor impatto rispetto al debutto. A fronte di ciò e in base al percorso scelto, i Crack Cloud restano un progetto da monitorare con interesse per tematiche affrontate e scelta di sonorità, tenendo presente che i loro lavori futuri potrebbero necessitare quasi per certo di chiavi di lettura ulteriori e sempre meno immediate.

(10/11/2022)

  • Tracklist
  1. Danny's Message
  2. The Politician
  3. Costly Engineered Illusion
  4. Please Yourself
  5. Virtuous Industry
  6. Tough Baby
  7. Criminal
  8. 115 At Night
  9. Afterthought (Sukhi's Prayer)
  10. Crackin Up






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