Current 93

If A City Is Set Upon A Hill

2022 (HomAleph) | neo-folk

Tempo fa mi imbattei sul web in un reportage che aveva come protagonista l’insigne David Tibet. Al contrario di quanto potessi immaginare, il contributo si prefissava di sondare esclusivamente la sua (per me ignota) entusiasmante carriera di pittore e la cosa che mi ha colpito maggiormente è stata percepire sia l’artista che gli intervistatori perfettamente centrati nello specifico contesto, senza toccare, neanche marginalmente, alcun argomento legato alla quarantennale carriera musicale costruita dall’artista inglese.

La pubblicazione di “If A City Is Set Upon A Hill”, che segue di quattro anni l’eccellente “The Light Is Leaving Us All”, va a rimpinguare la foltissima discografia del progetto Current 93, proseguendo nei meandri del filone neo-folk più ricercato, intriso di criptica malinconia e pessimismo, condizioni che Tibet maneggia ormai con proverbiale maestria, grazie ad arrangiamenti minimali ottenuti mediante l’utilizzo di numerose strumentazioni azionate, come sempre, da eccellenti professionisti, tra i quali Alasdair Roberts (chitarre e sintetizzatori), Andrew Liles (chitarre e tastiere), Aloma Ruiz Boada (violino), Ossian Brown (ghironda e drone tones), Michael J. York (flauti, duduk) e Reinier van Houdt (pianoforte, chitarre).
Di per sé le singole melodie che vanno a comporre i vari capitoli dell’album parrebbero attentare qualche spiraglio di luce tra le tenebre, forse anche per la minore distorsione d’insieme imposta da Tibet rispetto a vecchi fasti.
La tenera miscela di strumentazioni acustiche ed elettronica regala qui una sensazione d'intimità, flirtando molto meno che in precedenza con elementi psichedelici e immagini, per così dire, ingenue, talvolta tratte da libri di fiabe per bambini.

La title track è divisa in due parti. L’opener “If A City…”, nella sua profondità e nella sua straziante seduzione, appare come un inno lenitivo, da ascoltare davanti al camino durante una devastante tempesta invernale. Un’intensità tangibile che sembrerebbe accarezzare quella dell’attuale fase creativa dell'amico Nick Cave, corroborata poi dalla rispettiva chiusura affidata a “…Is Set Upon A Hill”, una levigata sinfonia dove il racconto di Tibet è recitato in un telaio sonoro aulico, comandato da oniriche note di violino che svolazzano tra strimpelli di chitarra e soffusi intarsi elettronici.
All’ascolto di “There Is No Zodiac” la commozione è vivida, in virtù degli onnipresenti archi combinati alle note di pianoforte, che riempiono le collaudate poetiche imposte da Tibet, sempre indirizzate verso traiettorie siderali che non smettono di regalare fascino e regalità.
"Clouds At Teatime" è un altro episodio che supera ogni barriera, rifinita dalla sua incantevole mestizia, quasi paragonabile a una danza ipnotica mossa sotto il primo tiepido sole primaverile, ma consapevole della selva dei pensieri oscuri che navigano nella sua mente.

Current 93 non sarà mai un progetto da consigliare al prossimo senza aver assunto preventivamente alcuni indizi. Qualora questi ultimi dovessero mostrare connotati d’idoneità, ecco che spalancare la finestra verso il mondo e l’idea di David Tibet, oscura, esoterica, che approfondisce teorie religiose diverse tra loro, che spazia da sonorità industrial, al folk, per toccare talvolta il progressive-rock e molto minimalismo elettronico, potrebbe aprire lo scenario verso inedite prospettive.
Quando l'umore è quello giusto, l'amore per dischi come “If A City Is Set Upon A Hill” si riaccende non per nostalgia, ma solo perché Tibet è capace come pochi altri di mantenere viva la gelida fiamma della sua arte, anche dopo quarant’anni, un traguardo incredibile che merita il più incondizionato rispetto.

(22/04/2022)

  • Tracklist
  1. If A City...
  2. There Is No Zodiac
  3. Joke Moon
  4. Clouds At Teatime
  5. A Column Of Dust
  6. The Child, And Fire
  7. ...Is Set Upon A Hill


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