Esmerine

Everything Was Forever Until It Was No More

2022 (Constellation) | chamber-rock, modern classical, post-rock

Tra le band più emblematiche di quella scena che si muove tra avanguardia, drones/doom e classicismo che è Montreal dalla fine degli anni 90, troviamo gli Esmerine del percussionista Bruce Cawdon (Godspeed You! Black Emperor) e della violoncellista Rebecca Foon (Silver Mt. Zion). Germogliato grazie a un a grant del Canada Council for the Arts e a una residenza a Le Château de Monthelon nel 2019, il settimo album della band è stato progressivamente prodotto e registrato da Jace Lasek (The Besnard Lakes) tra i monti Laurenziani e le colline Gatineau in Quebec durante un gelido e profondo inverno pandemico, cristallizzando una ricerca incessante e indefessa del sublime attraverso la personale cifra stilistica degli Esmerine, un post-rock da camera che oscilla tra minimalismo e barocco.

 

Funambolica (“Blackout”), estatica (“Entropy: Incantation – Radiance – The Wild Seas”), gloriosa (“Entropy: Acquiescence”) e fluttuante (“Hymn For Rob”) grazie anche alla presenza significativa del pianoforte (“Fractal For Any Tonality”, “Wakesleep”), la musica degli Esmerine forse non mai è stata così corale e vicina a quella dei (mai troppo compianti) Rachel’s.
“Everything Was Forever Until It Was No More” trattiene il desiderio di un’espansione sensoriale, di un’apertura al cosmo e al futuro tutta tesa al presente (“Foxtails & Fireflies”), perfettamente conscia delle ansie del contesto pandemico. Non si nega la bellezza, tutt’altro: gli Esmerine superano le antinomie che un tempo conducevano i crescendo tipicamente post-rock per aprirsi a un senso di unità e continuità che si spalanca a inedite vie di fuga, vere e proprie visioni concrete di una realtà, anche emozionalmente, attuabile ed esperibile (“Imaginary Pasts”).
L’album consolida la presenza di Brian Sanderson come multistrumentista e Philippe Charbonneau al basso, ai synth e al tape echo nell’ensemble canadese, che arricchiscono di timbri e sfumature la musica un tempo più austera e inquieta del duo Cawdon-Foon.

“Everything Was Forever Until It Was No More” è un lungo respiro tra tanti affanni, che si volge naturalmente verso prospettive, soprattutto percettive, altre in riferimento al sound della band. “Number Stations”, il brano che in maniera manifesta porta in sé la cifra post-rock da camera degli Esmerine verso un altrove, chiude esplorando questa tensione emotiva fatta di mezzitoni e minuziosi cambiamenti.

(11/06/2022)

  • Tracklist
  1. Blackout
  2. Entropy: Incantation – Radiance – The Wild Sea
  3. Entropy: Acquiescence
  4. Hymn For Rob
  5. Imaginary Pasts
  6. Fractals For Any Tonality
  7. Foxtails & Fireflies
  8. Wakesleep
  9. Number Stations
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