Finn

Everything Is Alright

2022 (2 B Real) | house

Accettiamo pure l’inguardabile foto di copertina qui sopra come provocazione contro l’estetica più patinata della musica da ballo. Del resto, il mondo della house carbonara e dell’elettronica più angolare ha sempre avuto un lato gioiosamente grottesco, dalla famosa quarta abbondante di reggiseno sbocciata in petto ad Aphex Twin fino ai video amatoriali di Fatboy Slim e la Bloodhound Gang.
Il vero problema, semmai, è trovare il giusto entusiasmo nei solchi di questo album del mancuniano Finn: lungo nove tracce per poco meno di tre quarti d’ora di durata, “Everything Is Alright” ondeggia pericolosamente tra il minimale e il rudimentale, finendo col risultare cotto solo a metà. La formula è presto fatta: beat spedito, sample vocale ripetuto all’ossessione, filo di tastiera e una spruzzatina di hi-hat. Ma con una costruzione ridotta all’osso della tradizione house e un’atmosfera prosciugata al minimo, ogni mancanza di attenzione al dettaglio viene immediatamente a galla, sia essa una struttura particolamente ripetitiva o un trattamento produttivo ormai largamente abusato.

Sin dall’apertura della title track, l’indubbia energia ritmica dei piatti di Finn è l’unica cosa che tiene assieme l’ascolto. Difficile trovare momenti emotivamente salienti, o anche solo il ricordo di quel palleggiante slap-funk tutto afroamericano che caratterizzava la vecchia Chicago. Ascoltate “A.Y.O.Y.O.”, “Things Things Things!!!” e “Never Leave”: il solito scampolo di voce soul frammentata e mandata in corto circuito senza alcun sviluppo crea un effetto più snervante che non trascendentale.
Sudore e passione senza fronzoli contro un approccio snob e cerebrale? Forse nelle intenzioni, ma se house, hype e sostanze stupefacenti vanno a braccetto in un patto di mutuo consumo, è anche vero che quarant’anni di storia del genere ci hanno fornito variazioni in 4/4 ben più eccitanti. Con “Everything Is Alright”, purtroppo, siamo ben lontani dai ruggiti quasi punk del comunque ruvidissimo Omar S, o anche solo dagli eccitanti queer-groove di Baronhawk Poitier e dell’amica e collega India Jordan.

Se lo scopo è farsi un semplice giro di pista in un capannone abbandonato, l’aggressiva pulsazione di “Everything Is Alright” può trovare sicuramente una propria collocazione precisa, almeno tra gli animi più eccitati e distratti. Ma se osservato con un filo di attenzione in più, il lavoro di Finn suona spesso acerbo e rudimentale, per non dire pigro in certi frangenti.
Eccezione che conferma la regola? “Forever Blue”: introduzione lenta e dall’atmosfera curata, beat che entra di soppiatto a sollevare le gambe, un buon equilibrio tra sample vocali e strumentali per creare il giusto dinamismo compositivo senza eccessive complicazioni – insomma, la dimostrazione che Finn avrebbe tutte le capacità per imbastire un lavoro più interessante e articolato senza comunque perdere di vista la folla che gli pesticcia sotto la console.

(21/04/2022)

  • Tracklist
  1. Everything Is Alright
  2. A.Y.O.Y.O.
  3. I Don't Know!!
  4. Ere U R
  5. Olright
  6. Things Things Things!!!
  7. Big Raver
  8. Never Leave
  9. Forever Blue
su OndaRock
Finn on web